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	<description>Due ragazzi, due adolescenti, due amici si incontrano: nasce un blog.</description>
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		<title>Essere o non essere?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo io ed una tastiera. Un monitor lampeggiante. Delle emozioni. Cos&#8217;è questo blog? Un diario, uno specchio, un baratro verso l&#8217;infinita pochezza dei miei pensieri? Perché scrivo? In fondo la reputo una perdita di tempo colossale, lo so; però mi fa piacere confidarmi con qualcuno ogni tanto. La blogosfera desolata dei miei &#8216;non&#8217;-follower meglio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=671&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo io ed una tastiera. Un monitor lampeggiante. Delle emozioni. Cos&#8217;è questo blog? Un diario, uno specchio, un baratro verso l&#8217;infinita pochezza dei miei pensieri? Perché scrivo? In fondo la reputo una perdita di tempo colossale, lo so; però mi fa piacere confidarmi con qualcuno ogni tanto. La blogosfera desolata dei miei &#8216;non&#8217;-follower meglio di un amico? (amici?)  Perché no? Sembrerò uno sfigato, un matto, uno stupido a scrivere le mie quattro fisse su una pagina di un sito sconosciuto, una goccia nel mare infinito di Internet. Chi se ne frega, non mi importa cosa la gente pensi di me (ah, fosse vero), posso essere un nerd, uno sfigato, un secchione, un perdente, non mi importa: quel che so è che non abbandonerò mai i miei principi, non cambierò mai per piacere ad una persona, per quanto possa essere doloroso seguire la propria strada, da soli. Io sono io e voi siete voi, no?<br />
&#8220;Così è (se vi pare)&#8221; diceva Pirandello, &#8220;As you like it&#8221; il buon Shakespeare, &#8220;Eccomi&#8221; dico io.  Non sono una persona facile, non so neanche come ho fatto a diventarlo. L&#8217;età, l&#8217;esperienza, la maturità? Bah, cazzate credo, per quanto mi reputi una persona intelligente e matura, a giudicare da come io viva questa mia &#8216;superiorità&#8217; ontologica, preferirei essere uno dei tanti sempliciotti superficiali che si vedono dappertutto; e pensare che sono sempre stato un ragazzo (bambino) solare e vivace, poi è scoccata la strana scintilla dell&#8217;intelligenza e dell&#8217;eccessiva maturità che mi hanno trasformato in, beh, un palloso. Autocommiserazione come se piovesse, penserete (e non a torto).<br />
D&#8217;altra parte scorrendo nelle pagine di questo blog trovereste molti altri di questi interventi così noiosi e malinconici tali da scaldare i vostri gioiosi cuori e farvi sentire felici della vostra vita spensierata e allegra se confrontata con quella depressa ed eccessivamente speculativa del sottoscritto. Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo e di avere di nuovo 13 anni, affogante nelle pene amorose e nella stupidità più assoluta che ci si aspetta da un adolescente di quell&#8217;età.<br />
Non so quanto posso essere costruttivo lamentarsi, ma cosa lo sarebbe in un contesto simile? Tedio, noia e cos&#8217;altro? Sento che qualcosa manca nella mia vita: del pepe, del sale, un po&#8217; di condimento, qualcosa che la renda più vivace, più &#8216;simile&#8217; a quella delle persone che mi circondano. Effettivamente non so neanche io cosa mi piacerebbe trovare tra le mani: una ragazza che mi faccia un pompino? Uscire alla sera e fare le ore piccole?  Sballarmi? Tutto ciò mi renderebbe davvero felice? Sì, sarei come tutti gli altri, e allora cosa avrei in più?  Nulla: sarei uno dei tanti. Vorrei davvero esserlo? Non so neanche rispondere a questa domanda.  Vivrei una vita più felice/facile? Sarei gratificato dall&#8217;accettazione popolare? L&#8217;essere considerato come gli altri mi renderebbe felice? (Normale?)Avrei finalmente trovato uno scopo nella mia vita? E poi, tutto ciò sarebbe ipotizzabile/realizzabile in concreto? Il mio cervello mi dice che sono un incompreso, che la gente non scorge il mio potenziale, le mie qualità, che si ferma alle apparenze, che la gente è stupida, ignorante, degenere, inesorabilmente attratta dal mediocre&#8230;o è il mio cuore a dirlo? Dove sta la razionalità in tutto ciò?<br />
Essere o non essere?</p>
<br />Filed under: <a href='http://pamin.wordpress.com/category/i-nostri-pensieri/'>I nostri pensieri</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/category/ritorno/'>Ritorno</a> Tagged: <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/drammatico/'>drammatico</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/problemi/'>problemi</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/ritorno/'>Ritorno</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/sentimenti/'>sentimenti</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/tristezza/'>tristezza</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pamin.wordpress.com/671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pamin.wordpress.com/671/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=671&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Io, secchione. Un&#8217;autoapologia&#8221; da Bruttastoria.it</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ricordo neanche per quale motivo mi sono imbattuto in questa breve &#8216;auto apologia&#8217;, come essa stessa viene definita dal suo autore, nickname &#8216;Falecius&#8217;, dal sito Bruttastoria.it. Mi sono imbattuto per caso in questo blog dedicato allo slang, al gergo giovanile presente e passato e per pura curiosità sono andato alla voce &#8216;Secchione&#8217;, non perché mi riconosca in tale termine ma perché più volte è stato accostato alla mia inclinazione per i buoni risultati scolastici. Sotto alla definizione (&#8220;Dicesi spregiativamente di persona che dedica con grande profitto la sua esistenza allo studio. Si tratta di un personaggio tipico dell’universo adolescenziale (medie e superiori), mentre tende a sfumarsi ai due estremi,elementare ed universitario, del curriculum studiorum&#8221;) ho trovato questo testo, che mi ha davvero colpito. Davvero. Non mi sono mai concentrato su un attento pensiero di quel che la gente pensi di me, sul fatto che abbia splendidi risultati scolastici e cose del genere, ma mi sono sempre &#8216;limitato&#8217; ad autocommiserarmi e, in fondo, a dispiacermi per quel che io non<br />
i sento di essere ma che la gente invece pensi.<br />
Non credo sarei mai stato in grado di scrivere un pezzo così secco e che vada dritto al cuore della situazione, per cui ve l&#8217;ho voluto riproporre.  Spero vi faccia riflettere. E&#8217; un testo sulla mediocrità, sulla voglia di migliorare, di essere migliore. Io l&#8217;ho letto in questa chiave, spero possiate ricavarci qualcosa di importante e costruttivo.</p>
<p>&#8220;Per una notevole percentuale della mia esistenza, e più a torto che a ragione, sono stato etichettato come secchione. La cosa mi infastidiva; un secchione standard è uno che non esce nemmeno quando ha finito i compiti perché vuole “approfondire”. O magari uno che va benissimo a scuola ma non ha metodo di studio, quindi per prendere otto, cosa che reputa la realizzazione del proprio essere, trascorre infelici pomeriggi a rompersi la testa contro Dante o il teorema di Tizio e Caio. Data la percentuale di tempo che ho mediamente dedicato allo studio, non ritenevo né ritengo affatto di essere secchione: uscivo, mi divertivo, bevevo, mi facevo le canne e studiavo una media di 15 minuti al giorno. Per la mia posizione, “secchione” era un insulto sanguinoso, capace di devastare il mio ruolo sociale di gaio viveur che però fa il suo dovere. I compagni ed in specie le compagne di classe mi attribuivano tale appellativo con invidia, sulla base dei miei risultati in pagella. <span id="more-669"></span>Il punto è che con quei voti lì, o sei il cocco, o sei un secchione o sei un genio. Io ero un genio. Non lo dico per vantarmi. Era vero, e riconosciuto pubblicamente da chi aveva il coraggio di farlo: ovvero i secchioni autentici, ed i pluribocciati, che sono, nel giudicare i voti altrui notoriamente i più equanimi. Io sempre ritenuto la birretta serale più importante del voto il giorno dopo; non per la birretta in sé ma per tutto ciò che c’era intorno, tipo le ragazze che uscivano con noi. “Secchione” è infatti epiteto e categoria usata, difensivamente, dal mediocre, da chi potrebbe attendere a buoni risultati ma non lo fa, perché non sa o non vuole. Prendete mio fratello, che ha passato la terza media con uno scarno “sufficiente”. I miei, comprensibilmente insoddisfatti, gli hanno opposto le più brillanti prestazioni dei compagni. Risposta: “Ma quelli là sono secchioni”. Il termine serve a dare valore negativo a qualcosa (l’andar bene a scuola) che di per sé sarebbe apparentemente positivo. E’ un modo per escludere socialmente e riaffermare da parte della comunità antropologica dei mediocri, della piccola borghesia scolastica, il proprio sistema di valori, più o meno dichiaratamente anti-scolastico. Il Secchione tipo non ha una soddisfacente vita di relazione, in particolare tende ad essere “sfigato”. Questo vale in specie per il maschio, perché la ragazza, se è figa, può compensare il fatto che studia comportandosi da troietta. Essere secchione, dal punto di vista della vita sessuale, è come avere la lebbra. Se per caso ha una ragazza, è secchiona anche lei, ed è anche cesso, perché una secchiona figa, appunto, usa gli attributi fisici per uscire dal suo ghetto sociale, e magari si fa il tamarro. Qui il secchione comincia a sfumare nel nerd. La rivincita e l’archetipo del secchione/nerd è Peter Parker, l’Uomo Ragno. I primi fumetti di Stan Lee sono una feroce denuncia sociale della discriminazione ed oppressione che il secchione subisce, della sua incapacità a vivere una vita sociale normale, della crudeltà femminile in materia. Infatti il riscatto non avviene nella normalità, dove è impossibile, ma nella sfera mitica del superpotere, nella notte e dietro la maschera. Certo, poi arriva Mary Jane, però, fatemelo dire, Peter Parker si fa mary Jane perché è l’uomo ragno, non perché è Peter Parker. La storia di Alicia, che odia e disprezza Parker quanto ama e venera l’Uomo Ragno (senza conoscerne l’identità) è emblematica.&#8221;</p>
<br />Filed under: <a href='http://pamin.wordpress.com/category/i-nostri-pensieri/'>I nostri pensieri</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/category/internet/'>Internet</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/category/ritorno/'>Ritorno</a> Tagged: <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/critiche/'>critiche</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/discussioni/'>discussioni</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/pensieri/'>pensieri</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/risultati/'>risultati</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/ritorno/'>Ritorno</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/scuola/'>scuola</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/secchioni/'>secchioni</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pamin.wordpress.com/669/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pamin.wordpress.com/669/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=669&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pillole di cinema</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 10:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi primi giorno di vacanza mi sono preso una bella pausa dallo stress e dagli impegni scolastici, concedendomi un periodo di meritatissimo riposo. Oltre a dormire, rimpinzarmi di cibarie e successivamente pentirmi per quanto fatto guardandomi allo specchio, mi sono permesso anche di dedicarmi, oltre che al mondo dei videogiochi, al mondo del cinema, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=667&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi primi giorno di vacanza mi sono preso una bella pausa dallo stress e dagli impegni scolastici, concedendomi un periodo di meritatissimo riposo. Oltre a dormire, rimpinzarmi di cibarie e successivamente pentirmi per quanto fatto guardandomi allo specchio, mi sono permesso anche di dedicarmi, oltre che al mondo dei videogiochi, al mondo del cinema, andando due volte al cinema e comprando un film in pay per view su Primafila di Sky. I film suddetti sono: &#8216;Sherlock Holmes &#8211; Gioco di Ombre&#8217;, &#8216;Limitless&#8217;, &#8216;Le Idi di Marzo&#8217;, tre film molto interessanti e degni di esser visti per qualità narrative, tecniche cinematografiche e messaggi profondi celati dietro le scorribande di investigatori fuori dall&#8217;ordinario o uomini politici senza scrupoli.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong> Sherlock Holmes &#8211; Gioco di Ombre<br />
</strong><span style="color:#000000;">Dei tre Sherlock Holmes è probabilmente il più fruibile, caratterizzato da un incedere spedito ed interessante, abbastanza guidato per non lasciare particolari svolte impreviste ma divertente in ogni suo aspetto.</span></span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 252px"><img class="  " title="Sherlock Holmes" src="http://www.spaziogames.it/images/cinema/articoli/2011/12/7676/sherlock_holmes_gioco_di_ombre_1.jpg" alt="" width="242" height="346" /><p class="wp-caption-text">Sherlock Holmes: Gioco di Ombre</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">L&#8217;investigatore inglese e il suo compagno Watson questa volta sono alle prese con le macchinazioni di un misterioso professore universitario di Cambridge e una serie di attentati anarchici in giro per mezzo mondo, attentati che toccheranno da vicino  i due protagonisti e con i quali dovranno fare irrimediabilmente i conti per evitare una crisi mondiale. Erede diretto del primo capitolo di quella che si potrebbe forse trasformare in una trilogia, il nuovo film diretto da Guy Ritchie si riconferma un ottimo blockbuster, partendo dalle solide basi del primo e apportando solo qualche cambiamento per quanto concerne la psicologia dei personaggi. Ancora una volta ritroviamo i combattimenti in &#8216;slow-mo&#8217; di Sherlock e le astute trovate che solo un personaggio del genere può trovare, in un action-movie fuori dall&#8217;ordinario, simpatico e divertente.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>Limitless</strong></span></span></span><br />
<span style="color:#000000;">E se una pillola potesse farvi diventare ricchi e famosi? Questa è l&#8217;idea di fondo del film diretto dal regista de &#8216;The Illusionist&#8217;, dove uno scrittore fallito e senza prospettive, appena lasciato dalla ragazza, insicuro e con tendenze auto-distruttive, incontra  per caso il fratello dell&#8217;ex moglie, che gli offre un farmaco in via di sperimentazione in grado di fargli utilizzare il 100% del suo cervello.<br />
In fondo ad un baratro, Eddie decide di prendere la pillola che cambierà per sempre la sua vita. All&#8217;improvviso le sue sinapsi si accendono e i collegamenti del suo cervello cominciano a funzionare come mai prima d&#8217;ora avevano mai fatto.</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><img class=" " title="Limitless" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/07/053/locandina.jpg" alt="" width="252" height="360" /><p class="wp-caption-text">Locandina di &#039;Limitless&#039;</p></div>
<p><span style="color:#000000;">Tramite un sapiente uso di effetti visivi, il regista ci inserisce in questo cambio di mentalità con una botta di colorazione ed effetti distorsivi (fish-eye), che ci fa capire la differenza di come Eddie veda il mondo a seconda che prenda o meno questa droga. Passiamo quindi da un mondo grigio, triste, senza nulla da offire, ad un mondo colorato e brioso in cui il protagonista è in grado di connettere ogni singolo ricordo visivo, sonoro ed effettivo istantaneamente come se fossero organizzati in un&#8217;ordinatissima libreria. <span id="more-667"></span>Prima scrittore di successo, poi uomo di spicco dell&#8217;alta finanza, ma non senza qualche effetto collaterale e pericolo: Eddie deve infatti affrontare i problemi dell&#8217;astinenza dalla droga che lo potrebbero uccidere, unitamente ad una serie di situazioni che metteranno la sua vita a rischio.<br />
Dietro un fanta-thriller fresco e godibile, si rispecchia quella che probabilmente è il desiderio più antico del mondo: il sapere. Adamo, Ulisse, Faust, Eddie stesso; tutti in comune hanno il desiderio della sapienza, in grado di migliorare la loro vita ma anche di metterli in gravi pericoli.</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Le Idi di Marzo</span></strong><br />
Stephen è l&#8217;addetto stampa di un candidato alle primarie democratiche e crede fortemente nella campagna elettorale del proprio uomo. Idealista, corretto, probabilmente un po&#8217; ingenuo, dovrà fare i conti con la realtà effettiva della politica, conscio della sporcizia che regna imperante in quel mondo fatto di castelli di carte a base di corruzione e ricatti, trovandosi di fronte ad una scelta etica che lo trasformerà inevitabilmente da idealista a peggior approfittatore e uomo senza scrupoli. George Clooney, nei panni del candidato democratico in questione, si conferma nuovamente grande attore e regista di qualità, regalando agli spettatori un film interessante e spunto di grandi riflessioni sul mondo della politica, nel dettaglio del mondo democratico, scelta quantomeno singolare e degna di nota se pensiamo che ci troviamo in piena epoca Obama. L&#8217;istantanea che ne esce è quella di un mondo corrotto, dove il significato di democrazia si piega alla volontà di potere e opportunità dei singoli uomini, dove le elezioni e i voti si acquistano solamente concedendo ed ottenendo favori. Il film mette lo spettatore di fronte ad una campagna elettorale fatta di ricatti e colpi bassi, dove si confrontano le due diverse correnti democratiche come in una sorta di Guerra Fredda, dove chi commette uno sbaglio è perduto.</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 237px"><img class="     " title="Le Idi di Marzo" src="http://www.ciaomovie.it/wp-content/uploads/2011/12/le-idi-di-marzo-locandina-ita.jpg" alt="" width="227" height="324" /><p class="wp-caption-text">Locandina de &#039;Le Idi di Marzo&#039;</p></div>
<p><span style="color:#000000;">E&#8217; una storia di prede e predatori, addetti stampa e giornalisti, politici ed approfittatori, dove il tenero agnello si trasforma nel più spietato dei predatori: se all&#8217;inizio del film vediamo un uomo idealista e corretto, caratterizzato da certe espressioni facciali e modi di agire, alla fine del film troviamo un uomo fortemente cambiato, disilluso dalle proprie idee e diametralmente opposto per quanto riguarda atteggiamenti e convinzioni.<br />
Una storia che fornisce molti spunti di riflessione e che  dipinge in maniera cinica una realtà sempre più scorretta ma tristemente vera. </span></p>
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			<media:title type="html">Sherlock Holmes</media:title>
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			<media:title type="html">Limitless</media:title>
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		<title>The Looking Glass</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 16:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se tu avessi solo una possibilità, una sola, per dare un&#8217;occhiata attraverso lo specchio, Per vedere la verità in un breve  e unico istante, lo faresti? Come lo sfrutteresti? Per guardare al tuo passato o al tuo futuro? Guarderesti te stesso o coloro che ami? Lo condivideresti con qualcun&#8217;altro o lo terresti un segreto? E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=661&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se tu avessi solo una possibilità, una sola, per dare un&#8217;occhiata attraverso lo specchio,<br />
Per vedere la verità in un breve  e unico istante, lo faresti?<br />
Come lo sfrutteresti? Per guardare al tuo passato o al tuo futuro?<br />
Guarderesti te stesso o coloro che ami?<br />
Lo condivideresti con qualcun&#8217;altro o lo terresti un segreto?<br />
E se tu, sì, proprio tu, fossi lo specchio?<br />
E se tutti fossero esattamente come te?<br />
E se le loro bugie fossero le tue? E i loro amori,  i tuoi?<br />
E poi, metteresti da parte l&#8217;ignoranza e i pregiudizi?<br />
Ti alzeresti in piedi e lotteresti per ciò in cui credi?<br />
Lo porteresti verso di te o lo poggeresti a terra?</p>
<p>(traduzione de &#8216;The Looking Glass&#8217; &#8211; DJ Fresh)</p>
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		<title>Example &#8211; Playing In the Shadows (Recensione)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 15:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rapper britannico Elliot John Gleave, meglio noto con lo pseudonimo di Example, è tornato sulla scena rap-elettronica mondiale con il terzo album, pubblicato il 4 Settembre di quest&#8217;anno, &#8216;Playing in the shadows&#8217;; l&#8217;album, dopo i successi di &#8216;What We Made&#8217; ma soprattutto di &#8216;Won&#8217;t Go Quietly&#8217;, con remix di Chase &#38; Status, Wire e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=658&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapper britannico Elliot John Gleave, meglio noto con lo pseudonimo di Example, è tornato sulla scena rap-elettronica mondiale con il terzo album, pubblicato il 4 Settembre di quest&#8217;anno, &#8216;Playing in the shadows&#8217;; l&#8217;album, dopo i successi di &#8216;What We Made&#8217; ma soprattutto di &#8216;Won&#8217;t Go Quietly&#8217;, con remix di Chase &amp; Status, Wire e altri, è stato in grado di finire ai primi posti di numerose classifiche di vendita europee e mondiali, grazie anche alle numerose ed importantissime collaborazioni in produzione che lo hanno portato a pubblicare questo album sotto l&#8217;etichetta &#8216;Data&#8217; di Ministry of Sounds; nomi quali quelli di Laidback Luke (<em>featuring</em> nella canzone &#8216;Natural Disaster&#8217;), Nero, Feed Me, Chase &amp; Status, Skream e tanti altri.<br />
La peculiarità del valido lavoro di Example, qualità peraltro già ampiamente notate nell&#8217;ottimo &#8216;Won&#8217;t Go Quietly&#8217;, è quella di saper amalgamare in maniera molto interessante e coerente <em>pop/rap</em> con la grandissima tradizione urbana inglese della <em>dubstep</em> e della <em>drum &#8216;n&#8217; bass</em>, senza dimenticare una solida cultura Indie ed elettronica e soprattutto senza sconfinare nel più bieco e banale <em>mainstream</em>.<br />
Pur avendo un bacino d&#8217;utenza grandissimo e un pubblico sempre in crescita, grazie alla fama procuratasi nel giro di pochi anni grazie alla grande intraprendenza e le capacità compositive e produttive dimostrate nelle sue creazioni precedenti, il cantante originario dei sobborghi di Londra non si è mai montato la testa pur entrando a contatti con i grandi nomi della musica internazionale e anzi si è fatto notare per la propria specificità e le proprie caratteristiche musicali.  Come molti altri artisti britannici, la carriera di Example si è fatta strada attraverso case discografiche indipendenti (le prime release di Example erano pubblicate dalla propria &#8216;mini&#8217; etichetta) e programmi radiofonici come il celebre BBC Radio 1 Show, con il quale si è conquistato una grande fama dopo aver composto una canzone in risposta ironica alla canzone &#8216;Smile&#8217; di Lilly Allen.<br />
<img class="alignleft" title="Example" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/38/Example_Playing_In_The_Shadows_Packshot.jpg/600px-Example_Playing_In_The_Shadows_Packshot.jpg" alt="" width="288" height="288" />Cover dell&#8217;ultimo album del rapper britannico Example<br />
&#8216;Playing in The Shadows&#8217; è un prodotto molto diverso dai precedenti album e si nota sin dai primi ascolti uno stile pulito, semplice e rinnovato, oltre ad una maturità nei temi e nelle melodie prima d&#8217;ora mai sperimentata in maniera così aperta.<br />
La prima traccia, dall&#8217;eloquente titolo &#8216;Skies Don&#8217;t Lie&#8217; e prodotta da Funkagenda, ci fa entrare immediatamente nel clima teso e vibrante dell&#8217;intero prodotto grazie ad un inizio lento e riflessivo da un sottofondo 2step e culminante in un elettronica veloce e ritmata. L&#8217;album prosegue con le <em>hit</em> &#8216;Stay Awake&#8217; (finito in prima posizione della UK Chart il giorno stesso del rilascio del singolo) , prodotta insieme al duo britannico Nero, e &#8216;Changed The Way You Kiss Me&#8217;, probabilmente i due momenti in cui Example si è preso più libertà dai testi e si è sfogato nella pura musicalità elettronica dei brani (soprattutto per quanto riguarda il secondo, anch&#8217;esso finito in cima alla classifica non appena rilasciato).<br />
La tensione &#8216;danzereccia&#8217; dell&#8217;opera sembra subire un momento di rilassamento tramite &#8216;The Way&#8217;, ottimo brano che condivide due facce, una più riflessiva (corrispondente alla prima metà) e una più accesa e vivace che ci porta direttamente tra le braccia degli spasmi dutch-electro della collab con Laidback Luke &#8216;Natural Disaster&#8217;.<br />
L&#8217;album riprende la corsa con due tracce in stile drum&amp;bass di chiara ispirazione Chase &amp; Status, &#8216;Never Had a Day&#8217; e &#8216;Microphone&#8217;, quest&#8217;ultima in una versione che ricorda alcune canzoni acustiche degli album precedenti.<br />
&#8216;Playing in the Shadows&#8217; fa da spartiacque all&#8217;intero prodotto e, prodotta con i già citati Chase &amp; Status, rappresenta una grande traccia nel complesso dell&#8217;intero album, in un&#8217;insolita miscela a metà tra musica sperimentale, <em>drum &#8216;n&#8217; bass</em> e la <em>2step</em> di Zomby. Il percorso musicale di Example devia verso la <em>dubstep</em>/elettronica con due canzoni molto ispiranti (Under the Influence e Wrong in The Head) per poi terminare in una ritmata &#8216;Anything&#8217; (che ricorda i momenti malinconici di &#8216;Watch The Sun Come Up&#8217; ascoltata in &#8216;Won&#8217;t Go Quietly&#8217;) e nello splendido acustico &#8216;Lying To Yourself&#8217;, che accompagna dolcemente e malinconicamente l&#8217;ascoltatore alla fine del lungo percorso tracciato dal rapper londinese nelle 13 canzoni che compongono l&#8217;album.<br />
Example si riconferma una pietra miliare nel panoramico della musica indipendente britannica, dimostrando che esiste un connubio vincente tra musica dubstep delle origini, ovvero quella delle periferie delle metropoli inglesi, e il rap, genere tipicamente associato alla vita vissuta in condizioni disagiate. Pur trovandosi sulla cresta dell&#8217;onda e titolare di un esercito di fan non indifferente, Example non ha perso la testa e lo ha nuovamente dimostrato grazie ad una produzione matura ed intensa, in grado di farci provare grandi emozioni e metterci davanti ad un prodotto di qualità sotto ogni punto di vista.</p>
<br />Filed under: <a href='http://pamin.wordpress.com/category/i-nostri-pensieri/'>I nostri pensieri</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/category/musica/'>Musica</a> Tagged: <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/album/'>album</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/dubstep/'>dubstep</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/elettronica/'>elettronica</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/example/'>Example</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/indie/'>indie</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/indipendent/'>Indipendent</a>, <a href='http://pamin.wordpress.com/tag/musica/'>Musica</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pamin.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pamin.wordpress.com/658/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=658&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La fine di un&#8217;era e un nuovo inizio?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 21:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Silvio Berlusconi ha dato le dimissioni da presidente del consiglio poche settimane fa" src="http://ondanomala82.files.wordpress.com/2010/11/silvio-berlusconi3.jpg?w=323&#038;h=250" alt="" width="323" height="250" />Poco più di due settimane fa mi sono imbarcato su un aereo con destinazione Regno Unito, Scozia, Edimburgo, con la consapevolezza che di lì a pochi giorni, forse addirittura ore sarebbe capitato un cataclisma ormai annunciato tra le fila della vecchia classe politica italiana, arroccata più che mai alle proprie poltrone e più spaventata che mai dal vento di cambiamento incoraggiato da pochi politici dell&#8217;opposizione e soprattutto da un caloroso grido di insofferenza ed insoddisfazione da parte del popolo sempre più stanco delle ciance vuote dei soliti arrivisti/poltronisti e affamato dalla sempre più grave crisi economica imperante a intervalli alterni dal 2008. Sono partito con l&#8217;illusione di vivere le stesse emozioni vissute quest&#8217;anno in Scozia e soprattutto con l&#8217;ancor più grande illusione di riuscire a staccare la spina dalla vita noiosa e stupida di tutti i giorni (forse non mi ero reso conto di essere in gita scolastica) e sono tornato nel bel mezzo di un cambio di governo e la caduta di un mostro politico arroccato sulla poltrona di primo ministro da quasi 18 anni. E&#8217; capitato tutto molto in fretta, in maniera convulsa ma non molto inaspettata: di fronte ad una maggioranza parlamentare</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 378px"><img class=" " title="Mario Monti" src="http://cdn.blogosfere.it/roma2011/images/rimontiamo/016087-MarioMonti.jpg" alt="" width="368" height="230" /><p class="wp-caption-text">Mario Monti, nuovo primo ministro della Repubblica Italiana</p></div>
<p>sempre più risicata e ad una evidente lacuna di idee per risolvere i problemi di crisi del Paese, il primo ministro Silvio Berlusconi ha deciso di commettere un atto di responsabilità estrema caldeggiato da ogni parte politica e soprattutto dal capo dello Stato Giorgio Napolitano. Al suo posto è stato scelto il dottor Mario Monti, intelligentemente ed astutamente fatto eleggere senatore a vita pochi giorni pri</p>
<p>ma dallo stesso Napolitano.<br />
E&#8217; nato così un nuovo governo di &#8216;maggioranza&#8217;, non eletto dal popolo ma &#8216;tecnico&#8217;, una parola che in pochi comprendono ma che spaventa i più. Uno tra i più illustri economisti italiani ed europei ora siede sullo scranno di Primo Ministro, dopo essersi seduto su alcune delle poltrone più prestigiose d&#8217;Europa e del mondo (Monti, laureato a Yale, è stato Presidente della Bocconi e consulente finanziario per numerose banche, oltre che capo commissione della vigilanza all&#8217;Economia dell&#8217;Unione Europea), l&#8217;unico in grado di porre un argine alla crisi in atto nel nostro Paese, ma in pochi sono stati così lucidi e saggi da capirlo. Subito in molti, ignoranti e qualunquisti, si sono scagliati contro il neo capo del governo, tacciandolo di parzialità in quanto &#8216;uomo delle banche&#8217; e accusandolo formalmente di essere un futuro Robin Hood dei ricchi; inutile sottolineare l&#8217;infantilità, la stupidità e la improbabile ridicolezza di queste affermazioni, causate non solo da un ignoranza imbarazzante ma da una incredibile mancanza di buon senso. Governo tecnico dicevamo.<br />
Pur non essendo stato eletto dalla maggioranza del popolo italiano (e per questi si potrebbe obiettare una mancanza ad intermittenza della sovranità popolare) il nuovo Primo Ministro è stato scelto dall&#8217;ex legislatura sotto forte consiglio di Napolitano stesso. Ma in cosa consiste un governo tecnico? Si basa sulla convinzione (esatta) che un governo funzioni se nelle posizioni di potere vengono inserite figure illustri dell&#8217;ambito</p>
<p><img class="alignleft" title="Grafico economico" src="http://www.repubblica.it/images/2011/11/18/084752373-4718fb3e-6fd7-441f-bf46-65f8c14f0b49.jpg" alt="" width="300" height="336" /></p>
<p>di cui si devono occupare, o meglio, visto l&#8217;ultimo governo, si mettono delle persone che sanno fare il loro lavoro a fare QUEL lavoro.<br />
Niente più figlie di giardinieri come ministri dell&#8217;Istruzione, ma Francesco Profumo, rettore dell&#8217;Università pubblica più prestigiosa d&#8217;Italia, il Politecnico di Torino; niente più politici incompetenti come ministri della Difesa, ma Giampaolo Di Paola, Ammiraglio ancora in servizio nell&#8217;Esercito Italiano;  chi avevamo come ministro della Giustizia? Prima Alfano e Nitti Palma poi: credenzialità nessuna. Ora? Uno degli avvocati penalisti più famosi d&#8217;Italia oltre che professoressa di Giurisprudenza alla prestigiosa Luiss di Roma; ministro degli Interni? Maroni? No, Anna Maria Cancellieri, prefetto e commissario d&#8217;emergenza, che si è trovata a fronteggiare momenti di crisi economica e sociale nei comuni di Parma e Bologna in seguito a diversi crack finanziari che tutti conosciamo.<br />
L&#8217;idea del governo tecnico mi sembra sufficientemente spiegata, ma allora dove sta il problema? La mancanza di fiducia degli italiani, che o si sentono minacciati dalla provenienza alto-economico-culturale dei nuovi ministri e si cacciano dietro lo scudo-scusa &#8216;Sono uomini delle banche&#8217; o non si sentono rappresentati da uomini che non hanno votato in sede di elezione. E gli studenti in tutto ciò che ruolo hanno?<br />
Le proteste studentesche, si sa, in autunno ottengono ogni anno un notevole seguito e, governo A, B o C che si trovi in carica, motivi per protestare ce ne sono sempre. Façade strumentalizzate come l&#8217;elezione del Governo Monti, proteste nei confronti di un governo indubbiamente altamente e molto più qualificato di quello precedente, ma che, ancor prima di prestare giuramento e insediarsi, viene già aspramente criticato e crocifisso e oggetto di facile demagogia.<br />
In tutto ciò, che peso ha realmente la crisi economica? Che peso hanno le banche, i banchieri, i debitori, i creditori, i risparmiatori, gli scialacquatori, i governi, le istituzioni, la Merkel, Sarkozy?<br />
Ai posteri l&#8217;ardua sentenza.<br />
O semplicemente, se avrete pazienza, la mia prossima analisi qui, su Pamin tra qualche giorno.</p>
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			<media:title type="html">Silvio Berlusconi ha dato le dimissioni da presidente del consiglio poche settimane fa</media:title>
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			<media:title type="html">Grafico economico</media:title>
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	</item>
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		<title>Angus &amp; Julia Stone &#8211; Down The Way (Recensione)</title>
		<link>http://pamin.wordpress.com/2011/10/30/angus-julia-stone-down-the-way/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 14:03:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Cover del secondo album di Angus &#38; Julia Stone &#8216;Down the Way&#8217; La storia che mi ha portato alla scoperta di questa meravigliosa opera d&#8217;arte musicale è quantomeno curiosa. Tutto comincia un pomeriggio come tanti di Luglio, forse Agosto, non ricordo neanche più, e un giro tra gli scaffali colmi di libri e dischi di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=578&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<p><img class="alignleft" title="Cover" src="http://music.is-amazing.com/sites/music.is-amazing.com/files/covers/angus.jpg" alt="" width="350" height="350" /></p>
<dl class="wp-caption alignleft">
<dd class="wp-caption-dd">Cover del secondo album di Angus &amp; Julia Stone &#8216;Down the Way&#8217;</dd>
</dl>
</div>
<p>La storia che mi ha portato alla scoperta di questa meravigliosa opera d&#8217;arte musicale è quantomeno curiosa. Tutto comincia un pomeriggio come tanti di Luglio, forse Agosto, non ricordo neanche più, e un giro tra gli scaffali colmi di libri e dischi di  Fnac.<br />
Nelle colonne dei dischi &#8216;ascoltabili&#8217; dal pubblico v&#8217;era un interessante disco di musica elettronica sperimentale (<em>Dedication</em> di <em>Zomby</em>) ma, ancor più interessante, veniva suonato dagli speaker del negozio una melodia dolcissima estratta dal disco di &#8216;<span style="color:#ff0000;"><strong>Angus e Julia Stone</strong></span>&#8216;, fino ad allora due artisti mai sentiti.<br />
La prima cosa che feci fu quella di annotarmi il nome degli autori ripromettendomi che sarei andato a cercare quelle splendide canzoni una volta tornato a casa (<strong>e così feci</strong>).<br />
Per non so quale scherzo del destino accadde che non ascoltai mai per intero (o attentamente, perlomeno) nemmeno una delle canzoni del loro ultimo album <em>&#8216;Down the Way&#8217;</em> fino a ieri quando, di cattivo umore, avevo voglia solamente di rilassarmi ed isolarmi da tutto e da tutti: e fu così che mi ricordai di quell&#8217;idilliaca musica sentita casualmente pochi mesi prima, in qualche modo assimilabile alle dolci melodie dei primi dischi jazz/folk della cantautrice statunitense Norah Jones. Ed è così che ho scoperto &#8216;Down the Way&#8217;, splendido LP firmato dai due fratelli australiani in seguito all&#8217;acclamatissimo &#8216;A Book Like This&#8217;, che mi sono ascoltato tutto d&#8217;un fiato nel viaggio verso Bardonecchia.<br />
E&#8217; una storia votata alla musica quella dei due fratelli originari di Newport, vicino alla costa di Sydney, grazie alla paterna insistenza che sin da giovani li ha portati a cimentarsi con il mondo della musica all&#8217;interno delle mura scolastiche. Quel che ne scaturisce in questo secondo album<strong> è un&#8217;opera dai tratti &#8216;autunnali&#8217;</strong>, come alcuni critici amano definirla, che si contrappone alle colorazioni più primaverili del primo album (e dei numerosi EP), e che <strong>ci fa ritornare quasi indietro nel tempo</strong>, in un mondo musicale ideale, fuori da tutto e da tutti, lontano dal caos e dalla fretta in cui sembriamo costretti ogni giorno dalla modernità, e che, soprattutto, ci vuole far riflettere;<strong> ci fa ascoltare storie di dolori, storie di forti emozioni, storie d&#8217;amore.</strong><br />
I 66 minuti circa e le 13 canzoni di cui si compone &#8216;Down the Way&#8217; sono una lunga ed intensa immersione in un mondo perfetto e quasi &#8216;ingessato&#8217;, in cui trovano ampio spazio i virtuosismi musicali e le storie d&#8217;amore che vengono raccontate dalle voci strozzate dei due fratelli australiani, insieme a momenti di pura poesia come l&#8217;intera &#8216;Big Jet Plane&#8217;, che infonde una profonda calma e lascia tempo al tempo per ogni parte che la compone, lasciando alla voce di Angus la narrazione dopo una breve introduzione di archi e chitarra.<br />
E&#8217; in questa canzone, la quarta, insieme a &#8216;Black Crow&#8217; e a molte altre, che più ho sentito i sentimenti e le grandi emozioni che vogliono infondere nell&#8217;ascoltatore i due fratelli, grazie ad un sapiente sviluppo della canzone e ad una vocalità che, personalmente, è a dir poco favolosa; la voce di Angus, non propriamente mascolina, quasi strozzata, si miscela a perfezione con quella della sorella Julia, angelica e minuta ma in grado di variare notevolmente il tono, in un interessante amalgamarsi di voci nel proseguire dell&#8217;opera.<br />
<strong>&#8216;On the Road&#8217;</strong>  sembra ripercorrere le tipiche melodie delle canzoni <span style="color:#ff0000;">country/folk</span> anglofone, con refrain accompagnati dalla voce di Julia nel ritornello che<strong> sembrano catapultarci nel mondo americano/australiano fatto di strade senza fine e tazze di caffè  sui banconi di bar sconosciuti</strong>, grazie ad immagini che saltano alla mente e che richiamano davvero lo stereotipo &#8216;On the Road&#8217; degli Stati Uniti o del centro Australia.<br />
&#8216;Walk it  Off&#8217; è un crescendo di dolore interiore e strazio con il ritornello &#8216;Walk it Off/There&#8217;s nothing left for you/me&#8217; (passaci sopra/non c&#8217;è più niente per te/me) che sfocia nella seguente canzone intitolata &#8216;Hush&#8217;(silenzio), un titolo che a dispetto della sua traduzione è in grado di dire molte cose.<br />
Ci sono <strong>molte</strong> canzoni,<em><span style="color:#ff0000;"> forse troppe</span></em>, davvero <strong>belle</strong>,<span style="color:#ff0000;"><em> forse troppo</em></span>, e tutte troppo simili nella loro bellezza: l&#8217;album è obiettivamente lungo. 66 minuti di riflessione interiore sono troppi e non ci sono canzoni che spiccano particolarmente per originalità musicale o testuale (seppur degne di nota).<br />
&#8216;The Devil&#8217;s Tears&#8217; sembra volerci accompagnare verso la fine dell&#8217;intero cammino catartico dell&#8217;album e ci immerge in un&#8217;aura magica grazie alle voci dei due fratelli che si sovrappongono su una melodica dolcissima e malinconica.<br />
<img class="alignright" title="Angus &amp; Julia Stone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/28/Angus-and-Julia-Stone.jpg" alt="" width="310" height="181" />L&#8217;intero &#8216;comparto&#8217; musicale è, per un ascoltatore come me che non è un grande esperto del genere, davvero eccezionale; la musica, coordinata alle splendide voci dei due cantanti, è in grado di fornire sensazioni incredibili di pace e tranquillità ad un ascolto più superficiale, ma anche, con una più attenta lettura dei testi e un coinvolgimento emotivo superiore per quanto riguarda la musica in sé, di moltiplicare le sensazioni di struggimento e dolore che i due fratelli hanno impresso nelle loro canzoni e colpire fortemente il cuore dell&#8217;ascoltatore. &#8216;Red Berries&#8217; può essere portato come esempio di tutto ciò, grazie ad un&#8217;introduzione di chitarra classica e armonica che ci portano in un mondo di canzoni cantate a braccio, storie d&#8217;amore e di dolore davanti ad un fuoco, nel mezzo di un deserto.<br />
<strong>Questa</strong> secondo me <strong>è la grande forza del duo australiano</strong>, quella di essere riusciti (più o meno consapevolmente) ad<strong> imprimere in tracce digitali la forza espressiva e compositiva che si può ottenere solo in un&#8217;esibizione spontanea</strong> o &#8216;live&#8217; grazie alla propria voce e ad una chitarra in mano, in quelle canzoni che sembrano spedirti proprio davanti ai due cantanti in persona mentre si occupano di accordare gli strumenti o scherzano amichevolmente ricordando l&#8217;infanzia di fratelli trascorsa insieme.</p>
<p><strong>Voto</strong>: <span style="color:#ff0000;">8,5</span><br />
Non sono un grande esperto di questo genere di musica, ma sono stato profondamente colpito da questo album e mi sento in dovere di consigliarlo a chiunque voglia definirsi &#8216;amante della musica&#8217;: non ci si può davvero far scappare dalle mani un&#8217;opera d&#8217;arte del genere.</p>
<p><span style="color:#99cc00;"><strong>Pregi:</strong></span></p>
<ul>
<li>Coinvolgimento emotivo eccezionale.</li>
<li>Melodie dolci e sognanti, struggenti e malinconiche.</li>
<li>Le voci dei due fratelli sono davvero peculiari e piacevoli all&#8217;ascolto.</li>
<li>Riflessivo.</li>
</ul>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">Difetti:</span></strong></p>
<ul>
<li>Scarsa personalità delle singole canzoni: si giudica più l&#8217;album in sé che le singole tracce.</li>
<li>Ambiente quasi &#8216;perfetto&#8217; ed &#8216;ingessato&#8217;, mancanza di particolari slanci emotivi.</li>
<li>Forse un po&#8217; troppo lungo.</li>
</ul>
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		<title>Incontro finale con esseri particolari</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 18:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi fanno entrare in un ambiente sufficientemente illuminato, dove le pareti sono di color candido e la luce soffusa; c&#8217;è una strana aura mista di placidità ed ansia. Ad attendermi un individuo sospetto che si finge amichevole e mi indica una poltrona al centro di un altro strano ambiente, dove mi aspettano due figure strane [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=575&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fanno entrare in un ambiente sufficientemente illuminato, dove le pareti sono di color candido e la luce soffusa; c&#8217;è una strana aura mista di placidità ed ansia. Ad attendermi un individuo sospetto che si finge amichevole e mi indica una poltrona al centro di un altro strano ambiente, dove mi aspettano due figure strane anch&#8217;esse, vestite con un drappo azzurrognolo di un tessuto sintetico a me sconosciuto. Sorridono: una sembra covare dentro di sé un&#8217;altra creatura della sua specie ed accenna un sorriso, l&#8217;altra mi fa sedere il più delicatamente possibile su una poltrona ergonomica anch&#8217;essa di colore azzurro, lo stesso delle tuniche indossate da quegli esseri particolari.<br />
Appena poggiata la schiena mi viene puntata contro una luce abbagliante, formata da quattro diverse lampadine, tutte con lo stessa potenza irradiante; a coprire parzialmente questa luce le figure in penombra degli esseri sopracitati, che si avvicinano a me con degli strani oggetti in quelle che sembrano mani, ricoperte da guanti che sembrano simili al lattice.<br />
Una delle due ombre mi stende una sorta di fazzoletto sotto il collo, l&#8217;altra si appresta ad aprirmi la bocca per lavorarci dentro. Attimi di tensione ma la sensazione che provo è quella di trovarmi in ambiente amico,protetto dal mondo esterno anche se in presenza di queste strane creature. Forse utilizzano il controllo mentale o strane sostanze per alterare lo stato di coscienza degli individui. Ad un tratto mi viene inserito un lungo tubo sopra la lingua, che viene privata della saliva dal forte risucchio dello strumento; al che l&#8217;altro essere impugna quello che non saprei definire se non come un oggetto cilindrico di colore grigio metallizzato, dotato di una testa rotante alla quale estremità si possono sostituire a piacimento diverse &#8216;punte&#8217;. Sono come immobilizzato e vorrei scansarmi quando quelle strane mani lisce afferrano quelle che sembrano delle strane pinze e vengono inserite nella mia bocca, ma sono come inerme e non mi posso opporre.<br />
Dopo qualche minuti mi lasciano alzare e mi fanno ritornare come se nulla fosse all&#8217;interno del corridoio bianco ed asettico dal  quale ero stato condotto dove incontro nuovamente la strana figura che mi aveva ricevuto qualche decina di minuti prima.<br />
&#8220;Allora, quando prendiamo il prossimo appuntamento? Dobbiamo togliere anche la parte inferiore e darle una mascherina per la parte superiore da mettere di notte: va bene per il 10?&#8221; &#8211; &#8220;No, mi spiace, sono in gita in quel periodo&#8221; &#8211; &#8220;E per il 24?&#8221; Al che io risposi definitivamente: &#8220;Certo, nessun problema! Così finalmente mi tolgo l&#8217;apparecchio! Ci vediamo a fine mese allora, arrivederci!&#8221;</p>
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		<title>3 anni di Hardcore-gaming</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 21:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono passati ormai 3 anni da quando ho comprato la mia cara e fedelissima Xbox 360 Pro che rimane tuttora sotto la mia scrivania nella zona &#8216;studio&#8217; della mia stanza. Era un pomeriggio di Novembre e mi sentivo quasi in colpa per far spendere ai miei tutti quei soldi ma alla fine sono stato più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=563&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati ormai 3 anni da quando ho comprato la mia cara e fedelissima Xbox 360 Pro che rimane tuttora sotto la mia scrivania nella zona &#8216;studio&#8217; della mia stanza. Era un pomeriggio di Novembre e mi sentivo quasi in colpa per far spendere ai miei tutti quei soldi ma alla fine sono stato più che soddisfatto del mio acquisto! La comprai in bundle con Gears of War 2 e la provai per la prima volta sul 16 pollici della camera dei miei in montagna.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 384px"><img class="    " title="L.A. Noire" src="http://www.serialplay.com/wp-content/uploads/l.a.-noire-Wallpaper.jpg" alt="" width="374" height="298" /><p class="wp-caption-text">L.A Noire - uno dei migliori giochi di sempre</p></div>
<p>Ora invece la mia posizione a Torino vanta uno <strong>schermo da 22 pollici</strong> e un sistema audio davvero interessante, oltre che svariate periferiche (anche se non ancora un volante, diamine!)<br />
<span style="color:#ff0000;">Sono 3 anni</span> che mi dedico più o meno assiduamente a questo splendido hobby che è il videogaming e nel particolare non il casual ma<strong> il videogaming intenso</strong>, quello forte, appassionante, violento, emozionante, divertente, accattivante e via dicendo; non giochini à la Wii, ma quel gaming che ti fa girare le scatole, quello che ti fa incaponire per un &#8216;livello&#8217;, una &#8216;missione&#8217; che non riesci a superare, quello che ti fa ridere ed emozionare da solo o in compagnia nell&#8217;intimità della tua stanza, che ti fa vivere grandi e piccole storie.<br />
<span style="color:#ff0000;">Non mi interessa se questo significhi essere un &#8216;nerd&#8217;</span>, un &#8216;geek&#8217;, un &#8216;kick&#8217;, uno &#8216;sfunz&#8217; o qualsiasi parola inventata: quel che so è che sono contento di aver speso tutte le ore e i soldi che ho speso in compagnia del mio gioiello perlato (anche se ultimamente ho perso un po&#8217; il ritmo per via di scuola e impegni vari, nonostante le solite grandissime uscite autunnali).<br />
I grandi ritmi tipici di questo decennio fanno sì che ormai gli sviluppatori di videogiochi e i produttori degli stessi si sentano quasi in dovere di doverne &#8216;sfornare&#8217; almeno uno all&#8217;anno per rinverdire la rosa delle proprie uscite e per rinvigorire le fila di qualche brand e quindi <strong>tenere il ritmo resta davvero difficile!</strong><br />
Non per altro sono molto &#8216;affezionato&#8217; alla mia Xbox, perché mi permette di giocare a remake e nuovi episodi di serie a cui giocavo quando ero ancora un bambinetto facendomi venire alla mente ricordi di una splendida infanzia. Need For Speed, Quake, Duke Nukem, Doom: tutti giochi che giocavo da solo o con mio padre quando ero un bambino e che ora ritrovo su PC o su console nelle loro versioni modernizzate più o meno riuscite.</p>
<p>Mi ricordo di quando ero piccolo e ogni sera<strong> io e mio padre ci sedevamo davanti al PC</strong>, uno di fianco all&#8217;altro, <strong>e ci mettevamo a giocare insieme a tutti questi giochi</strong>, ma lui comandava il personaggio, io guardavo o premevo il tasto adibito allo sparo o a qualche funzione del personaggio, perché avevo paura a giocare da solo in questi mondi infestati di mostri ed alieni. Ed eccomi invece ora, con una esperienza videoludica invidiabile ed una libreria di videogiochi (non tutti finiti) che conosco quasi come le mie tasche; ecco perché per questo motivo ho intenzione di fare una gigantesca cernita di tutti i miei giochi per l&#8217;xbox e farne un elenco, ricordandone per ciascuno un dettaglio particolare o una mini recensione nel caso qualcuno di voi avesse intenzione di fare un tuffo nel passato e giocarci o anche solo darci un&#8217;occhiata o una videogiocata.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;"> <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </span></strong><br />
Francesco</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Far Cry2</span>: uno sparatutto in prima persona che si mischia con qualche nota di gioco di ruolo e offre al giocatore numerose fasi di esplorazione, forse troppe: dopo un po&#8217; ci si stanca a viaggiare qua e là per le deserte (ma gremite di nemici che respawnano inverosimilmente ed ad una velocità sbalorditiva lande dell&#8217;Africa. Se si riescono a capire in fretta i meccanismi di gioco e si sorpassano qualche difetto come quello sopracitato è davvero un giocone, per non parlare della resa stupenda dell&#8217;Africa e della grafica tuttora spettacolare! <strong><em>Consigliato</em></strong>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 333px"><img title="Far Cry 2" src="http://newshardware.altervista.org/wp-content/uploads/2011/03/Far-Cry-2-PC.jpg" alt="" width="323" height="242" /><p class="wp-caption-text">Locandina di Far Cry 2</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Tom Clancy&#8217;s HAWX</span>: uno sparatutto acrobatico con una nuova visione dell&#8217;aereo visto da &#8216;lontano&#8217; che si comanda tramite la tecnica dello &#8216;stallo&#8217; controllato; interessante e con molti aerei se si è appassionati del genere (c&#8217;è anche il 2, ma rimane pressoché invariata la maggior parte degli elementi)</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Assassin&#8217;s Creed Brotherhood</span>: ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su questo gioco, più sul secondo capitolo della saga che su questo, che in fin dei conti resta un AC:2/2 se ci siamo capiti. Interessante la gestione in gdr degli adepti con tanto di upgrading e quest in giro per l&#8217;Europa; magnifica la contestualizzazione geo-storica e la grafica, e il sonoro, e la storia, insomma: magnifico! <em><strong>Consigliato</strong></em>.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Call of Duty Modern Warfare 2</span>: anche qui, poco da dire: una campagna singolo giocatore che deriva strettamente dalla precedente ma che non inserisce nulla di nuovo al genere (inventato da IW) dello sparatutto in prima persona &#8216;stile CoD&#8217;. Ci sarà un motivo se è uno dei videogiochi più apprezzati e venduti di sempre insieme al predecessore, no? Multigiocatore immenso. <em><strong>Consigliato. </strong></em></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Fifa 09</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Gears of War 2</span>: il mio primo videogioco da boxaro, nonché uno dei migliori mai usciti su console e non. Immenso, EPIC(games)o, fantastico: fra poco giocherò il terzo ed ultimo capitolo della saga e sono eccitatissimo! La grafica al tempo era fantastica, insuperabile, ora è ancora al top anche se non più il meglio del meglio. Una trama fantastica e la killer application per eccellenza della console Microsoft a partire dal primo capitolo. Da giocare assolutamente e con un multigiocatore troppo divertente! <strong><em>Consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Forza Motorsport 3</span>: un gioco che mi è scivolato addosso senza lasciarmi molto; si ok ci sono molte auto e puoi modificare molte cose, ci sono 60fps inchiodati e tutto il resto, ma resta un gioco quasi asettico, che sembra sempre aver quel qualcosa che gli manca, che spero (a quanto pare) abbiano risolto nel nuovo capitolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 430px"><img class=" " title="Mass Effect" src="http://omniaring.net/wp-content/uploads/2010/03/mass-effect-2-gioco_t.jpg" alt="" width="420" height="236" /><p class="wp-caption-text">Il protagonista di Mass Effect, Shepard, alle prese con i poteri legati ad una delle classi di personalizzazione.</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Mass Effect</span>: un gioco IMMENSO; il miglior gioco d&#8217;azione/gdr a cui io abbia mai avuto l&#8217;onore di giocare. Si tratta di un sunto incredibile della cultura fantascientifica di sempre, una miscela di Star Trek, Star Gate, Wars e tutti gli Star che conoscete. Una trama fantastica che cambia in base alle vostre scelte e ai vostri comportamenti sul campo di gioco (che influiscono sul capitolo successivo) lo fanno uno dei giochi (anche se superato tecnicamente) da avere a tutti i costi nella propria collezione. <strong><em>Consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Dead Space</span>: semplicemente il gioco più pauroso a cui abbia mai giocato. Se si riesce a superare il timore iniziale dovuto agli spaventi tremendi che si ricevono (per fortuna ce l&#8217;ho fatta) si riescono ad apprezzare le innumerevoli qualità del titolo, a partire da una super grafica (miglioratissima nel secondo capitolo) e un design degli ambienti e dei nemici davvero innovativo e ben sviluppato: <strong><em>Consigliato</em></strong> (insieme al secondo capitolo)</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Prince of Persia</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">GTA IV</span><span style="color:#000000;">:</span> che dire, un nome una garanzia! Gioco a GTA da Vice City, e poi San Andreas, per poi ripescarmi GTAIII, giocare al GTA su psp e poi, finalmente, il salto in Next Generation, prima con il capitolo dedicato alle avventure di Niko, poi con le espansioni di Gay Tony &amp; co. Un gioco con mille situazioni che al di là dell&#8217;azione mozzafiato racconta uno spaccato della vita vera degli americani, facendoci notare sfaccettature, pregi e difetti di una cultura che poco ci rendiamo conto di conoscere davvero. <strong><em>Consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;"> </span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 416px"><img class=" " title="AC" src="http://www.ps3informer.com/Ass%20Cre%203.jpg" alt="" width="406" height="228" /><p class="wp-caption-text">Ezio Auditore, protagonista di Assassin&#039;s Creed II, Brotherhood e Revelations</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Assassin&#8217;s Creed II</span>: ho già detto quel che ho detto in precedenza; questo è, ad oggi, il gioco che ha segnato la svolta del brand, e spero possa essere lo stesso con il nuovo capitolo in uscita fra qualche settimana. Un videogioco stra figo con protagonista un italiano nel Rinascimento, cosa si può voler di più?<em><strong> Consigliato.</strong></em></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Midnight Club: Los Angeles</span>: all&#8217;inizio l&#8217;ho giocato malvolentieri, convinto di aver fatto una scelta d&#8217;acquisto sbagliata, poi si è rivelato uno dei videogiochi sportivi che ho apprezzato di più, l&#8217;erede spirituale delle serie dedicate al tuning di Need For Speed. Grafica da urlo, giocabilità spaziale, una Los Angeles reale da poter esplorare in tutti i suoi anfratti e un multiplayer davvero divertente. <strong><em>Consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Assassin&#8217;s Creed</span>: un buon gioco, con una grafica spettacolare ma qualche pecca a livello di giocabilità ampiamente risolta nei capitoli successivi: da giocare se si vuole apprezzare al massimo tutta la saga.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Resident Evil 5:</span> c&#8217;è chi non lo definisce più un survival-horror ma solo un action, chi crede ancora nella sua natura di horror come il celeberrimo quarto capitolo della serie. Io non mi pongo questo problema ma posso affermare che è uno dei migliori giochi a cui abbia mai giocato pur senza essere un particolare fan della serie: sono stato colpito dalla grande storia, la fantastica giocabilità e, soprattutto, un comparto tecnico davvero notevole! <em><strong>Consigliato.</strong></em></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Need For Speed Shift</span>: preferisco parlarne per quanto riguarda il secondo capitolo, vi basti sapere che è il Need For Speed che ha segnato la definitiva risurrezione del brand dopo il colossale flop di Undercover.<br />
<span id="more-563"></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Rockband 2<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Grid<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">PURE<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Brothers in Arms: Hell&#8217;s Highway</span>. Un gioco davvero emozionante e completo, anche se non perfetto dal punto di vista grafico/tecnico in generale. La cosa che mi ha colpito di più (è questo lo scopo del gioco stesso) è il lato emotivo/narrativo dell&#8217;intera opera; mettiamo da parte gli scontri armati alla CoD per un momenti (ci sono anche quelli, ma sotto un punto di vista più tattico strategico da vero soldati) e concentriamoci sui sentimenti dei soldati: cosa si prove quando si sopravvive ad un amico? Cosa si prova ad uccidere un uomo? Una storia fenomenale per un gioco ispirato alla pellicola &#8216;Salvate il Soldato Ryan&#8217; e la miniserie collegata &#8216;Band Of Brothers&#8217;.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Call of Duty: World At War</span>. Poche cose da dire, uno dei giochi ambientati nella seconda guerra mondiale più emozionanti ed appassionanti: setting fantastici e una storia anche se frammentata degna di essere ricordata.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Top Spin 3<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Army of Two<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Batman Arkham Asylum<br />
</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 379px"><img class=" " title="Bioschock" src="http://blog.screenweek.it/wp-content/uploads/2010/07/bioshock_big_daddy_and_little_sister.jpg" alt="" width="369" height="277" /><p class="wp-caption-text">Bioshock: Rapture e i guardiani.</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Bioshock</span>: un gioco a dir poco geniale, uno dei pochi giochi universalmente riconosciuti da tutta la critica come tale. Il setting ambientato in una nuova Atlantide fantastica creata da un magnate americano negli anni &#8217;50 e una divertente componente gdr a migliorare quella action lo rendono un gioco davvero divertente anche se a volte frustante per la sua difficoltà. Ci sarebbero state ore da trascorrere qua e là per le strade sott&#8217;acqua di Rapture, ma ho preferito concentrarmi sulla fantastica storia che porta con sé un finale inaspettato. <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Wolfenstein</span>: il remake di uno storico videogioco che purtroppo non sono riuscito a finire perché uscito in concomitanza con titoli molto meglio sviluppati di questo. Purtroppo Id aveva già cominciato a perdere il suo smalto, rimanendo troppo incollata ai vecchi stili di videogiochi senza riuscire ad innovare (problema che sorge anche nel nuovo e attesissimo RAGE)</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Call of Duty Modern Warfare</span>: è stato semplicemente il gioco più venduto di sempre fino all&#8217;uscita del seguito, e mi fermo qui.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Lost: Via Domus<br />
</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><img class=" " title="am" src="http://images4.wikia.nocookie.net/__cb20091223213116/nonciclopedia/images/e/e4/Alex_Mercer.jpg" alt="" width="350" height="263" /><p class="wp-caption-text">Alex Mercer, contagiato da un virus top secret e perno centrale del videogioco &#039;Prototype&#039;</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Prototyope</span>: un concept interessante e un personaggio principale accattivante; un action splatter molto divertente ed originale ma viziato da qualche errore di design dei livelli ed un livello grafico mediocre che perde nettamente il confronto con il simile anche se diverso &#8216;Infamous&#8217; per la console Sony. Attendo impaziente il secondo capitolo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Need For Speed Undercover<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> F.E.A.R.2<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Fallout 3<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Call of Juarez: Bound in Blood</span>. Uno sparatutto davvero speciale e memorabile per il suo comparto tecnico e per la magnifica caratterizzazione dei personaggi: non solo la storia è ben orchestrata ed architettata in maniera pazzesca, ma si può persino decidere di giocare la campagna in singolo giocatore scegliendo quale personaggio adoperare! Purtroppo sono pochi i giochi ambientati nel &#8216;far west&#8217; e questo, insieme al predecessore, ha ridato linfa vitale a questo genere, seguito dal magnifico gioco Rockstar &#8216;Red Dead Redemption&#8217;. <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Battlefield: Bad Company</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">DiRT3</span>: uno dei giochi di rally e di guida meglio riusciti di sempre; la grafica è fantastica, il feeling alla guida superbo e iper realistico al di là del tempo che si spenda (in realtà neanche un minuto) per il settaggio delle vetture: l&#8217;idea di gioco deriva direttamente da quella inaugurata con Grid, ossia del &#8216;prendi e gioca&#8217;, dandoci le chiavi di splendidi bolidi in competizioni da urlo (ad esempio la Gymkhana di Ken Block) senza dover perdere tempo in inutili settaggi e modifiche. <strong><em> Consigliato.<br />
</em></strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 333px"><img title="RAGE" src="http://pcmedia.ign.com/pc/image/article/101/1016064/rage-20090820013041915.jpg" alt="" width="323" height="181" /><p class="wp-caption-text">In effetti quei mutanti di Rage sono cattivi quanto lo sembrano</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">RAGE:</span> non ho avuto ancora tempo per finirlo ma per ora le mie considerazioni non sono molto positive. Per un gioco che è stato in sviluppo per più di 5 anni mi sarei aspettato un capolavoro secco, invece mi ritrovo con un concept di fps parzialmente superato ed una grafica sì dettagliatissima ma purtroppo che carica le texture troppo lentamente pur di mantenere i 60 frame per secondo costanti.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Formula 1 2010<br />
</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 494px"><img class="   " title="Crysis2" src="http://images.gamersyde.com/image_crysis_2-14320-1862_0004.jpg" alt="" width="484" height="272" /><p class="wp-caption-text">Screen in game di Crysis 2</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Crysis 2</span>: un gioco a dir poco esaltante oltre che immenso. Una grafica splendida (non per altro il primo capitolo è stato la killer application per PC, fino a quei tempi una cosa impensabile), grazie a dettagli curatissimi ed effetti particellari mai visti prima, oltre che una trama (seppur inflazionata) che raccoglie divinamente i cliché tipici del film d&#8217;azione hollywoodiano a sfondo fantascientifico. Nei panni di un soldato intrappolato in una tuta ultra tecnologica dovremo affrontare sia orde di alieni che gli stessi militari statunitensi che ci danno la caccia: da non perdere. <strong><em>Consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Dante&#8217;s Inferno:</span> I puristi della divina commedia forse si metterebbero le mani e qualsiasi parte del corpo nei capelli ma questo è davvero un giocone, seppur non privo di difetti venali, quali la (forse) scarsa ri-giocabilità e una longevità non troppo elevata rispetto al concorrente illustre God of War, dal quale prende spunto (per non dire &#8216;copia&#8217;) schema dei comandi e tipologia di gioco. Dopo tutto resta un gioco da giocare soprattutto per il suo setting e per le divertenti opzioni fornite dall&#8217;evoluzione del personaggio (una versione violenta di Dante), che ci vedrà diventare dannati o beati a seconda del nostro stile di gioco (con le relative peculiarità a livello di gameplay). <strong><em>Consigliato. </em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Final Fantasy XIII<br />
</span><span style="color:#ff0000;"><br />
Bayonetta</span><br />
<span style="color:#ff0000;"><br />
Split/Second: <span style="color:#000000;">una bella commistione tra action e racing game cosa danno? Facile: Split/Second, un reality show in cui i partecipanti sono al volante di bolidi che sfrecciano a folli velocità in tracciati che esplodono e prendono fuoco e dove sopravvivono solo se vincono. Un racing game che finalmente fa qualcosa di diverso e offre al giocatore tante ore di sano divertimento (se non c&#8217;è nient&#8217;altro di meglio a cui donare attenzione).<br />
</span></span><br />
<span style="color:#ff0000;">Dead Rising 2</span>: purtroppo mai finito, rimane costretto nelle limitazioni delle missioni a tempo. Io odio i giochi con le missioni a tempo. Senza questo difetto sarebbe stato probabilmente il gioco più bello degli ultimi tempi, con una libertà di azione sconcertante e la possibilità di vagare senza metà in una immensa &#8216;cittadella&#8217; commerciale alla caccia spietata di zombie, con la possibilità di utilizzare e combinare tutto quel che troviamo nei negozi come strumenti,vestiti o armi.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Splinter Cell: Conviction</span>. Splinter Cell è tornato ed è più in forma che mai. La campagna singolo giocatore offre meno di una decina di ore se giocato in maniera blanda e rilassata (io l&#8217;ho finito in 3 serate a livello di difficoltà medio, per un totale di circa 7 ore) ma resta un&#8217;esperienza di gioco davvero mozzafiato. Il comparto tecnico è notevole e le novità di gameplay faranno forse storcere il naso ai puristi del gioco, che però lo rendono un gioco molto più divertente ed appetibile ai più. Divertentissime le sequenze di interrogatorio nel quale il protagonista sbatacchia a piacimento qua e là l&#8217;interrogato. Dovrei aver scritto una recensione, cercate nel blog. <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Castelvania: Lord of Shadows<br />
</span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 425px"><img class="   " title="Alan Wake" src="http://static.blogo.it/gamesblog/alan-wake/big_Alan_Wake_Bookstore_720p.jpg" alt="" width="415" height="233" /><p class="wp-caption-text">Alan Wake, autore di un libro che non ricorda di aver scritto e in cui accade tutto ciò che si trova in quel libro</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Alan Wake</span>: avrebbe dovuto essere la &#8216;kill application&#8217; per xbox ma in molti hanno gridato al mezzo flop per un altro gioco sommerso dall&#8217;eccessivo hype a cui era stato sottoposto. Io l&#8217;ho trovato un gioco appassionante e in qualche situazione anche un po&#8217; inquietante, che avrebbe potuto essere ancora meglio se solo fossero state portate a termine alcune cose tenute a metà (come l&#8217;esplorazione libera degli ambienti e magari la presenza di quest secondarie). Resta un gioco dalla grafica sbalorditiva e senza dubbio da giocare per la profondità della sua trama. <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Red Dead Redemption</span>: GTA nel &#8216;far west&#8217;. No, forse non è solo questo, anzi, molto di più. Per fortuna Rockstar ci ha abituato bene ed ogni nuova uscita della casa americana ci regala nuove ed intensissime emozioni. Questa volta ci regala un film interattivo che racconta la vita nel &#8216;far west&#8217; americano, toccando ambientazioni desertiche del confine messicano fino alle lande innevate del nord America abitate da puma e orsi feroci. Un gioco completissimo e curatissimo sotto ogni aspetto.<strong><em> Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Fifa 10<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Bulletstorm</span>: uno sparatutto dai creatori di Gears of War che non poteva non essere assolutamente geniale. Manca forse un po&#8217; di verve e caratterizzazione nei personaggi, che sembrano un po&#8217; chiusi nella loro figura di personaggi &#8216;finti&#8217; videoludici, ma il sistema di premiazione a punti per il giocatore lo rendono un acquisto obbligato per chi ha voglia di divertirsi giocando e sperimentare sempre nuove soluzioni di &#8216;uccisione&#8217; del nemico a livello di creatività. Provatelo, difficilmente vi deluderà se vi piacciono gli sparatutto o gli hack &#8216;n&#8217; slash. <em><strong>Consigliato.<br />
</strong></em></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 425px"><img title="Metro 2033" src="http://cdn.steampowered.com/v/gfx/apps/43110/ss_73fa2cc3bd0d650aea321d57e6526064bf44da55.1920x1080.jpg?t=1290635383" alt="" width="415" height="233" /><p class="wp-caption-text">Le bianche...metropolitane di Mosca (Metro 2033)</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Metro 2033</span>: tante cose lasciate a metà ma che fanno ben sperare per il seguito. Una meccanica del denaro un po&#8217; restrittiva condanna il giocatore a dosare le proprie pallottole perché esse, nel mondo post-apocalittico della Mosca nel 2033, sono anche valuta corrente. Vi ritroverete a vagare nel mondo delle immense stazioni della metropolitana di Mosca e a combattere con misteriosi nemici e mutanti.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Call of Duty: Black Ops.</span> Che dire? Dopo che Iw si era definitivamente sciolta nessuno si sarebbe mai aspettato questo tipo di gioco dalle mani dei creatori di World at War, e invece&#8230;.e invece ne è venuto fuori quello che è considerato il CoD più bello e riuscito di sempre, con la solita carica di adrenalina e missioni mozzafiato al limite della scenografia hollywoodiana; non sarà lo sparatutto più realistico del mondo ma senza dubbio uno dei più emozionanti, per non parlare della rinomata componente multigiocatore! <strong>Consigliato.<br />
</strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Mafia II:</span> spiace anche in questa situazione parlare di un gioco &#8216;a metà&#8217;, ma Mafia sembra proprio volerci dire questo. Mafia è in grado di regalarci una buona decina di ore di intenso gameplay, che ci terrà con la faccia attaccata allo schermo a seguire le vicende dei protagonisti ma c&#8217;è qualcosa che manca, e si sente. La grafica è ottima, il sound perfetto, la caratterizzazione storica pure: allora cosa manca? La possibilità di poter girare liberamente per le vie della città, se non a cercare quest secondarie perlomeno a far lavorare un po&#8217; i cavalli delle numerosissime auto presenti. <em><strong>Consigliato.<br />
</strong></em><br />
<span style="color:#ff0000;">Mass Effect 2:</span> <em><strong>Consigliato.</strong></em> Sostanzialmente uno dei miei giochi preferiti se non &#8216;il&#8217; mio gioco preferito. Tutti i difetti del primo capitolo sono stati rasi al suolo, come dimostrano i voti impressionanti su metacritic. Una campagna singolo giocatore ultra longeva e una storia accattivante che, se giocata insieme al primo capitolo, farà davvero entrare il gamer all&#8217;interno dell&#8217;azione e farlo partecipare ai patimenti del protagonista.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate<br />
</span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 422px"><img title="Dead Space 2" src="http://static.buddhagaming.it/images/dead-space-2/dead-space-2_001.jpg" alt="" width="412" height="231" /><p class="wp-caption-text">Isaac alle prese con dei nemici non molto...amichevoli</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Dead Space 2</span>: migliorato sotto tutti i punti di vista (grafica, gameplay, giocabilità), Dead Space 2 fa un salto verso l&#8217;action, ma senza abbandonare lo stile horror-spaventoso del primo capitolo. Uno dei difetti del primo capitolo era che ci trovavamo sempre e costantemente da soli ad eseguire ordini per conto di terzi: in questo capitolo, il protagonista ha una sua personalità e ogni tanto incontrerà anche personaggi non giocanti che parteciperanno alla storia. Per chi ha voglia di addentrarsi nello spazio profondo senza dimenticare che nello spazio nessuno può sentirti urlare&#8230;<strong>Consigliato.<br />
</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 461px"><img class="   " title="Shift2" src="http://www.videogiochiblog.it/files/2011/02/Need-for-Speed-Shift-2-Unleashed-Pagani-interno.jpg" alt="" width="451" height="254" /><p class="wp-caption-text">Shift 2 e la splendida visuale interna</p></div>
<p><span style="color:#ff0000;">Shift 2:</span> ha ridefinito il genere di corse (a mio parere) o perlomeno lo ha reso dannatamente divertente. Dimenticate le noiosissime gare di Forza o Gran Turismo ed entrate a buon diritto nel vero mondo delle corse! Prendete a sportellate gli avversari, rischiate, osate, causate e subite incidenti! La telecamera posta sul casco nel primo episodio (che rendeva molto più realistiche le inquadrature con gli sballottamenti della testa e gli stordimenti in caso di incidente) viene sostituita da una telecamera negli occhi del pilota, che vede la pista proprio come si vede da un casco che va a a 300km/h. E se volete settare la vostra auto non temete, c&#8217;è anche quello! Ah, dimenticavo: i cruscotti sono i più dettagliati e curati di sempre! <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">Gears of War<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">L.A. Noire</span>: altra pietra miliare della Rockstar, neanche da meravigliarsi. Ma questa volta c&#8217;è qualcosa di più, questa volta si supera il confine tra film e videogioco, tra reale e finzione, tra attori e modelli poligonali. Non c&#8217;è solo una trama degna dei migliori polizieschi americani, non c&#8217;è la Los Angeles degli anni &#8217;40 resa divinamente, non ci sono solo le auto reali e le indagini da svolgere in prima persona e l&#8217;obbligo di arrestare i cattivi, c&#8217;è ben altro: ci sono attori veri ed in carne ossa dietro. Non parlo di motion capture del corpo, ma parlo dei volti, delle espressioni dei personaggi: sono attori veri, e le loro controparti reali sono identiche al loro personaggio! Non a caso L.A. Noire ha una pagina su Imdb. <strong><em>Ultra consigliato.</em></strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Top Spin 4<br />
</span><br />
<span style="color:#ff0000;">Medal Of Honor:</span> cercava la via del successo in stile Call of Duty, ha trovato un bel gioco con un ottima grafica ed un feeling realistico con l&#8217;ambiente circostante ma non esente da difetti. Notevole la resa delle armi e la caratterizzazione del design dei paesaggi ma la campagna singolo giocatore, seppur interessante e divertente, risulta troppo breve e poco incisiva rispetto ad un prodotto come il concorrente CoD. Avrebbe potuto fare il botto con il multiplayer ma è venuta fuori una brutta via di mezza tra un multi alla CoD e uno alla BF, con il risultato di scontentare fan e critica. <strong><em>Consigliato.<br />
</em></strong><br />
<span style="color:#ff0000;">The Saboteur<br />
</span><br />
E spero di non averne dimenticato nessuno!<br />
Purtroppo più si ha a che fare con giochi di qualità più se ne vorrebbero di tali: uno tira l&#8217;altro!  Per questa ragione di qui a pochi giorni mi ritroverò a giocare titoli come Gears of War 3, Battlefield 3 e Batman Arkham City!<br />
Stay tuned.</p>
<p><strong><em> Francesco</em></strong></p>
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		<title>Liceità della violenza a fini politici</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Traendo spunto da una traccia di un tema in classe, avendo avuto un po&#8217; di tempo in più per pensarci, questo è un breve pensiero riguardante quella che sempre più spesso impera nelle piazze e sui giornali del Bel Paese, la violenza dei manifestanti o della polizia: violenza politica. Senza addentrarmi in corsi e ricorsi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pamin.wordpress.com&amp;blog=7298463&amp;post=560&amp;subd=pamin&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Traendo spunto da una traccia di un tema in classe, avendo avuto un po&#8217; di tempo in più per pensarci, questo è un breve pensiero riguardante quella che sempre più spesso impera nelle piazze e sui giornali del Bel Paese, la violenza dei manifestanti o della polizia: violenza politica. Senza addentrarmi in corsi e ricorsi storici mi sono preoccupato di porre il centro dell&#8217;attenzione sulla liceità o meno di questo tipo di &#8216;violenza&#8217;, senza andare nello specifico perché mi sarei senza dubbio perso nelle mie riflessioni.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em><strong> Liceità della violenza politica<br />
</strong></em></span></p>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Bisogna sempre stare molto attenti quando si parla di violenza ai fini politici, perché si rischia di commettere gravi errori valutativi e finire dalla parte del torto. È sotto gli occhi di tutti quanto accaduto in questi giorni nella capitale, ed è sotto gli occhi di tutti l’indignazione che in molti si sono sentiti di proclamare, rispetto alla minoranza che ha preso parte e ha giustificato i fatti accaduti.</span><br />
<span style="color:#000000;">  È esecrabile il comportamento di un pugno di ragazzini viziati ed ignoranti che ha portato alla indiscriminata distruzione di vetrine ed automobili di privati cittadini: questa è violenza politica, è lecita? È lecita a questo punto la risposta di pari forza se non addirittura superiore per arginare questo momento di instabilità politico/sociale da parte delle forze dell’ordine? Lo stesso discorso vale all’inverso, e basta dare un’occhiata alle grandi conquiste che hanno seguito la cosiddetta ‘primavera araba’, che ha visto purtroppo sanguinosi scontri tra popolo inerme (seppur numeroso) e forze dell’ordine spregiudicate (al ‘soldo’ dei ranghi del potere più corrotto). Sembra necessaria la violenza in quei Paesi in cui la polizia attua senza giustificazioni di sorta atti di repressione punitiva ai danni dei cittadini, come succedeva nei regimi totalitari del ‘900 o, senza andare tanto lontano, come accadeva in Nord Africa qualche mese fa e come accade tuttora in molti Paesi sotto regimi militari in Asia e in Africa stessa. </span><br />
<span style="color:#000000;"> In quei casi approvo l’uso della violenza da parte del popolo, che si trova nelle condizioni di doversi ribellare al potere opprimente. Non sarebbe mai stato possibile per i Paesi come la Libia, l’Egitto, la Tunisia liberarsi dal giogo del potere dittatoriale senza un fronte popolare così ampio e così deciso a cambiare le sorti del proprio paese e senza l’uso, purtroppo necessario, delle armi e della lotta armata.</span><br />
<span style="color:#000000;">   Come si sarebbe potuta liberare l’Italia dai fascisti senza la lotta armata dei partigiani e l’aiuto delle truppe alleate? </span><br />
<span style="color:#000000;"> Pur essendo contro la violenza di ogni tipo, e dalla parte del ‘potere’ e dalla parte del ‘popolo’, in questo momento mi sento di rispondere con convinzione ‘sì’; nello specifico, non si tratta di ideologia politica lo scontro a testa bassa contro le forze dell’ordine che sta diventando sempre più spesso l’unica risposta dei manifestanti ai problemi dell’Italia, e in queste situazioni mi chiedo come l’opinione pubblica si indigni più per le percosse che rischia di subire un manifestante violento di quante invece ne riceve un membro delle forze dell’ordine, che rischia di morire carbonizzato in un cellulare in fiamme o per via di un estintore in pieno viso facendo, per di più, il lavoro di proteggere la cittadinanza.</span><br />
<span style="color:#000000;"> </span></span></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 424px"><img class="  " title="Scontri 15 Ottobre" src="http://www.italiah24.it/wp-content/uploads/2011/10/scontri-roma-15-ottobre.jpg" alt="" width="414" height="258" /><p class="wp-caption-text">Un fermo immagine di un momento degli scontri di circa una settimana fa</p></div>
<p style="text-align:left;"><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;">Spesso si è andati oltre al semplice uso della violenza a fine arginante da parte della polizia (vedi G8 di Genova, dove la situazione è degenerata) ma trovo che sia necessario comprendere il reale scopo delle forze dell’ordine: mantenere quest’ultimo appunto e proteggere i cittadini; ecco perché a maggior ragione dovrebbero essere liberi di adoperare la violenza quando necessaria (come in questo caso), per difendere le proprietà private dei cittadini e difendere la loro sicurezza: non si tratta di un attacco alla libertà di riunirsi in gruppi e manifestare, bensì si tratta di rispondere a tono con quelli che si sono dimostrati intransigenti; in questo senso mi sento di condividere quella che ormai viene considerato il pensiero Machiavellico per eccellenza ‘Il fine giustifica i mezzi’. Aborro totalmente la violenza che i giovani italiani esprimono nei confronti delle forze dell’ordine che poco possono di fronte alla crisi globale e,anzi, sono come tutti gli altri puniti dalle finanziarie e dai tagli alla sicurezza, permettendo l’avanzata delle frange più violente. Lo stesso Pasolini, in una celebre poesia dedicata agli scontri di Valle Giulia avvenuti negli anni di Piombo, si schierava dalla parte dei poliziotti, che nulla possono contro i meccanismi del potere e criticava aspramente il comportamento infantile dei giovani figli di papà che scendevano in piazza più per noia che per ideologia; ma non mi addentro nelle coordinate storico-sociali degli anni di Piombo perché mi dilungherei troppo. </span><br />
<span style="color:#000000;"> Faccio l’esempio degli scontri di Domenica scorsa perché il più vicino cronologicamente e vede questi due schieramenti nello specifico, che a seconda delle coordinate storiche hanno torto o ragione.</span><br />
<span style="color:#000000;"> Mi sento in definitiva di optare per la violenza come strumento politico perché purtroppo necessaria, come già sosteneva ampiamente lo scrittore fiorentino, nel primo caso la polizia deve difendere la maggioranza dei cittadini da  una minoranza violenta che probabilmente soffre di gravi lacune a livello politico, storico ed ideologico e rischia, cavalcando l’onda dell’emotività, di riportarci indietro a leggi degli anni ’70 per combattere la violenza politica; per il secondo punto di vista (primavera araba) l’uso della violenza indiscriminata per togliere il potere deve essere successivamente bloccata e sostituita da un garante dell’ordine per non sfociare nell’anarchia più totale. </span><br />
<span style="color:#000000;"> E’ comprensibile lo sfogo violento dei cittadini che (non tutti, perché non a tutti quei violenti interessa davvero) si vedono negato un futuro per colpa di chi ha giocato fin troppo spesso con i portafogli degli altri; non per questo è però giustificabile. </span><br />
<em><br />
<strong></strong></em></span></p>
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