Example – Playing In the Shadows (Recensione)

Posted: 7 dicembre 2011 by Francesco in I nostri pensieri, Musica
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Il rapper britannico Elliot John Gleave, meglio noto con lo pseudonimo di Example, è tornato sulla scena rap-elettronica mondiale con il terzo album, pubblicato il 4 Settembre di quest’anno, ‘Playing in the shadows’; l’album, dopo i successi di ‘What We Made’ ma soprattutto di ‘Won’t Go Quietly’, con remix di Chase & Status, Wire e altri, è stato in grado di finire ai primi posti di numerose classifiche di vendita europee e mondiali, grazie anche alle numerose ed importantissime collaborazioni in produzione che lo hanno portato a pubblicare questo album sotto l’etichetta ‘Data’ di Ministry of Sounds; nomi quali quelli di Laidback Luke (featuring nella canzone ‘Natural Disaster’), Nero, Feed Me, Chase & Status, Skream e tanti altri.
La peculiarità del valido lavoro di Example, qualità peraltro già ampiamente notate nell’ottimo ‘Won’t Go Quietly’, è quella di saper amalgamare in maniera molto interessante e coerente pop/rap con la grandissima tradizione urbana inglese della dubstep e della drum ‘n’ bass, senza dimenticare una solida cultura Indie ed elettronica e soprattutto senza sconfinare nel più bieco e banale mainstream.
Pur avendo un bacino d’utenza grandissimo e un pubblico sempre in crescita, grazie alla fama procuratasi nel giro di pochi anni grazie alla grande intraprendenza e le capacità compositive e produttive dimostrate nelle sue creazioni precedenti, il cantante originario dei sobborghi di Londra non si è mai montato la testa pur entrando a contatti con i grandi nomi della musica internazionale e anzi si è fatto notare per la propria specificità e le proprie caratteristiche musicali.  Come molti altri artisti britannici, la carriera di Example si è fatta strada attraverso case discografiche indipendenti (le prime release di Example erano pubblicate dalla propria ‘mini’ etichetta) e programmi radiofonici come il celebre BBC Radio 1 Show, con il quale si è conquistato una grande fama dopo aver composto una canzone in risposta ironica alla canzone ‘Smile’ di Lilly Allen.
Cover dell’ultimo album del rapper britannico Example
‘Playing in The Shadows’ è un prodotto molto diverso dai precedenti album e si nota sin dai primi ascolti uno stile pulito, semplice e rinnovato, oltre ad una maturità nei temi e nelle melodie prima d’ora mai sperimentata in maniera così aperta.
La prima traccia, dall’eloquente titolo ‘Skies Don’t Lie’ e prodotta da Funkagenda, ci fa entrare immediatamente nel clima teso e vibrante dell’intero prodotto grazie ad un inizio lento e riflessivo da un sottofondo 2step e culminante in un elettronica veloce e ritmata. L’album prosegue con le hit ‘Stay Awake’ (finito in prima posizione della UK Chart il giorno stesso del rilascio del singolo) , prodotta insieme al duo britannico Nero, e ‘Changed The Way You Kiss Me’, probabilmente i due momenti in cui Example si è preso più libertà dai testi e si è sfogato nella pura musicalità elettronica dei brani (soprattutto per quanto riguarda il secondo, anch’esso finito in cima alla classifica non appena rilasciato).
La tensione ‘danzereccia’ dell’opera sembra subire un momento di rilassamento tramite ‘The Way’, ottimo brano che condivide due facce, una più riflessiva (corrispondente alla prima metà) e una più accesa e vivace che ci porta direttamente tra le braccia degli spasmi dutch-electro della collab con Laidback Luke ‘Natural Disaster’.
L’album riprende la corsa con due tracce in stile drum&bass di chiara ispirazione Chase & Status, ‘Never Had a Day’ e ‘Microphone’, quest’ultima in una versione che ricorda alcune canzoni acustiche degli album precedenti.
‘Playing in the Shadows’ fa da spartiacque all’intero prodotto e, prodotta con i già citati Chase & Status, rappresenta una grande traccia nel complesso dell’intero album, in un’insolita miscela a metà tra musica sperimentale, drum ‘n’ bass e la 2step di Zomby. Il percorso musicale di Example devia verso la dubstep/elettronica con due canzoni molto ispiranti (Under the Influence e Wrong in The Head) per poi terminare in una ritmata ‘Anything’ (che ricorda i momenti malinconici di ‘Watch The Sun Come Up’ ascoltata in ‘Won’t Go Quietly’) e nello splendido acustico ‘Lying To Yourself’, che accompagna dolcemente e malinconicamente l’ascoltatore alla fine del lungo percorso tracciato dal rapper londinese nelle 13 canzoni che compongono l’album.
Example si riconferma una pietra miliare nel panoramico della musica indipendente britannica, dimostrando che esiste un connubio vincente tra musica dubstep delle origini, ovvero quella delle periferie delle metropoli inglesi, e il rap, genere tipicamente associato alla vita vissuta in condizioni disagiate. Pur trovandosi sulla cresta dell’onda e titolare di un esercito di fan non indifferente, Example non ha perso la testa e lo ha nuovamente dimostrato grazie ad una produzione matura ed intensa, in grado di farci provare grandi emozioni e metterci davanti ad un prodotto di qualità sotto ogni punto di vista.

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