Sorry For Party Rocking – LMFAO (Recensione)

Pubblicato: 13 settembre 2011 da Francesco in Musica, Ritorno
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Prima di tutto, una breve premessa.
La musica elettronica, di qualsiasi genere o tipo, sta subendo negli ultimi tempo un’inflazione e un aumento di pubblico da non sottovalutare; basti pensare a quanti artisti pop ma anche rock si affidino oramai a suoni modulati o prodotti direttamente al computer e quanti rapper o cantanti lavorino su basi musicali sintetizzate: mi vengono in mente gli artisti commerciali Jason Derulo, Katy Perry, Rihanna, ma anche i rapper Kanye West, Plan B, le indie band Friendly Fires, Klaxons, e via dicendo. Grazie alla grandissima libertà offerta dagli strumenti e alla grande possibilità di suoni e stili differenti da poter ricreare a piacimento dell’artista, sono nati e continuano a nascere numerosi stili musicali prettamente elettronici e, come lo fu per il fenomeno Garage di qualche anno fa, ormai sbucano producer e dj da ogni dove, anche grazie alla possibilità di essere conosciuti dal grande pubblico grazie agli strumenti di innovazione di Internet, in particolare grazie a youtube e i social network come twitter e soundcloud.

Cover de 'Sorry For Part Rocking'

Non dovrebbe quindi apparire strano se al primo posto delle classifiche di quasi tutto il mondo compaia una canzone elettronica, nel dettaglio la ormai trita e ritrita Party Rock Anthem.
Quella che potrebbe sembrare una canzone ‘commerciale’, ad un ascolto più accurato si dimostra invece un fantastico pezzo dutch/electro sulla quale i due membri degli LMFAO cantano anche insieme a Goonrock e Lauren Bennett.
Ma parliamo nello specifico dell’album.
Il duo statunitense, il dj e il rapper in arte Redfoo e Sky Blu, grazie alle spalle coperte dalle conoscenze discografiche (il produttore e parente Berry Gordy) pubblica dopo una serie di canzoni (I’m in Miami bitch/Gettin’ Over you ft David Guetta) l’LP ‘Sorry For Party Rocking’. La prima impressione che ho avuto quando ne ho sentito parlare è stata: ma dai, due raccomandati commerciali che fanno musica banale solo per fare soldi e che, per di più, sono diventati un brutto fenomeno di massa. Beh, vi dico già ora che se avete pensato o pensate la stessa cosa potreste e dovreste ricredervi.
Non aspettatevi un album di musica elettronica nuda e cruda, no; l’album è composto da 12 canzoni tutte con le stesse caratteristiche più o meno di Party Rock Anthem e del singolo più recente Champagne Showers, ovvero rap su base elettronica. La ricetta non suona molto innovativa ma la musica lo è e l’effetto che ne scaturisce è davvero degno di nota.
Pur avendo la possibilità di nascondersi dietro il ‘dito’ della musica rap, gli LMFAO sono stati in grado di confezionare un prodotto molto vario e senza dubbio di qualità, ricco di canzoni e spunti interessanti per lavori futuri.  Quello che non stupisce e anzi risulta a volte troppo banale resta la parte ‘cantata’ delle canzoni, ma resta (paradossalmente, perlomeno per un appassionato della pura musica elettronica come me) un piccolo neo in confronto a quanto di buono presente nel prodotto completo; personalmente penso che due o tre canzoni sarebbero delle solidissime canzoni electro anche senza il dubbio supporto della parte melodica. Da non sottovalutare inoltre, anzi da ricordare, le grandi firme con cui hanno collaborato alla produzione di questo primo LP, primi tra tutti il noto producer britannico Calvin Harris (con il quale hanno prodotto la canzone ‘Reminds me of You) e il rapper/dj Will.i.am dei Black Eyes Peas.
Se mi sono soffermato più volte a sottolineare la varietà presente nelle canzoni, ve ne cito qualche esempio.
L’album comincia con una abbastanza solida track dubstep, niente di sconvolgente o particolarmente memorabile (niente a che vedere con il remix di Arion di ‘Champagne Showers’) intitolata ‘Rock the Beat II’ (la parola ‘Rock’ ricorre numerose volte all’interno dei titoli delle canzoni, nonché nel titolo dell’intero album); a ruota ‘Sexy and I Know it’ che ricorda da molto, molto vicino, la bomba di Afrojack ‘Pacha on Acid’, dalla quale ne riprende il crescendo, il ritmo oltre che, principalmente, lo stesso sound, snellendola se vogliamo della sua eccessiva leziosità e lunghezza e rendendola una canzone fresca e accattivante; da ricordare ‘One Day’, una canzone progressive davvero esaltante che ricorda il sound di Steve Angello e in qualcosa dello stesso mostro sacro Deadmau5, non delude neanche la parte cantata;  dal sound tipicamente dutch le già famosa Party Rock Anthem e Champagne Showers, ma anche Put That Ass to Work; memorabili canzoni progressive (sound stile SHM, Benny Benassy e Deadmau5 per intenderci) We Came Here to Party, All Night Long e Best Night; per concludere, non potevano mancare track davvero scanzonate in pieno stile Crookers/Savage Skulls/DrGonzo come ‘Take it To the Hole’ e ‘Hot Dog’.
In un periodo in cui Dj professionisti e aspiranti tali vendono le loro emozioni e il loro stile di fronte al Dio denaro e alla fama (David Guetta per citarne uno) fa davvero piacere notare che a qualcuno, seppur non con l’input principale di ‘fare musica elettronica’, piace ancora produrre musica in generale per far divertire la gente e non (solo) per diventare ricchi e famosi; il rischio è che diventi troppo commerciale e venga abusato il termine ‘elettronico’ o definizioni più particolari per canzoni destinate ad un pubblico troppo grande e troppo ignorante.
Infine, devo ammettere che gli LMFAO hanno essenzialmente dimostrato di poter produrre qualsiasi tipo di musica divertendosi e facendo pienamente i cazzoni.

Voto finale:  7/8 – un bell’album ma avrei preferito qualche canzoni di pura musica elettronica viste le doti compositive.

Pregi:  diverse canzoni accattivanti ed originali, dal sound ‘epico’, tra tutte ‘One Day’ e ‘Best Night’; grande varietà e padronanza delle tecniche di produzione.
Difetti:  Parola ‘Rock’ e frase ‘We Party Rock’ letteralmente abusate all’interno dell’album, a contarle in tutte le canzoni ci perderei almeno un pomeriggio. Alcune canzoni sono troppo monotone e rischiano di annoiare. 

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