Ieri sera sono andato a vederlo al cinema vicino casa con due amici e due amiche per passare un sabato sera in compagnia. E’ un film in linea con gli ultimi recitati da George Clooney, e, seppur non siano opera dei fratelli più in forma degli ultimi anni, assomiglia tantissimo alle opere dei fratelli Coen. Scanzonato, buffo, ridicolo, ma anche profondo e spettacolare: come in “No Country for Old Men” e “Burn After Reading” ci sono dialoghi che da soli farebbero meritare il prezzo del biglietto, come la scena del testa o croce in autostrada nel primo dei film sopracitati e la scena in cui Brad

Pitt entra nell’auto di John Malkovich dopo aver abbandonato la bici nel parco. Detto ciò, va detto che L’uomo che fissa le Capre non è un capolovaro, ma lo è soltanto a metà. La trama non è complicata, ma non molto comprensibile ai non avvezzi del genere, le scene sono complessivamente divertenti ma ci sono stacchi troppo lunghi che non fanno apprezzare al meglio l’azione del film. Non è un film riflessivo, nè un film comico, nè un film d’azione ma riesce pienamente a incarnarne i singoli tratti principali e amalgamarli in una miscela accattivante e divertente. George Clooney si conferma non solo un uomo di gossip ma un grande attore, come anche Ewan McGregori, che si era fatto apprezzare in Angeli e Demoni e prima ancora nel film di Woody Allen con Colin Farrell “Sogni e Delitti” e prima ancora nel sorprendente The Island in compagnia dell’altra musa di Allen, la bella Scarlett Johansson. La parte di Clooney per certi versi è simile all’ultima recitata in Burn After Reading, ossia quella di una spia un po’ scanzonata con tante fisse e con idee molto “originali”. Ewan McGregor invece interpreta la parte di un semplice giornalista che con l’avanzare del film diventa una figura simile a quella di Clooney, che, senza rovinarvi nulla, sarà il, se così si può definire, colpo di scena del film.
La trama consiste nella storia, intervallata da alcuni flashback della vita passata di Clooney, di un giornalista che, lasciato dalla moglie, decide di arruolarsi nell’esercito per raccontare le storie della guerra in Iraq (il film è ambientato nell’era Bush, quando ancora era presidente francese Chirac ) e finisce invece col conoscere la spia dotata di poteri psichici Lyn Cassady, che lo trascina in un susseguirsi di gag e situazioni esilaranti per il deserto iracheno, fino a scoprire un finale con colpo di scena.
In definitiva L’uomo che fissa le Capre è un film che merita il prezzo del biglietto, ma per gli attori, secondo me, girarlo è stato più per lo sfizio e per voglia personale che per il guadagno derivante dagli incassi al botteghino.
Pubblicato da Francesco
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Pubblicato da djkatiuscia 





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