Perché quando ho tempo non ho voglia di scrivere?

9 febbraio 2010

Sembra buffo, ma in molti momenti della giornata mi viene voglia di scrivere, ma non ho nè il tempo nè l’occasione per farlo. E ciò che rende buffo il tutto, è che quando ho tempo non ho voglia. Sembra che la vena creativa sia inversamente proporzionale alla libertà in tempi di ore, minuti, secondi. Eppure ci sarebbero talmente tanti spunti di discussione che non mi basterebbero le (infinite) pagine del blog per riempirli tutti almeno con un piccolo post.
Le vacanze si sono chiuse con un’insoddisfazione repressa che non deriva da qualcosa in generale, ma da tanti piccoli fattori che non possono non farti gridare all’odio infinito verso il fato, il destino, o, parafrasando Mazzarri (non è un grande colto, ma la sua battuta mi ha fatto molto ridere) “Il fato, il destino, Dio, l’oroscopo, le stelle e tutti quanti”. Entità, mettiamola così, che non ti (in questo soliloquio, “mi”) permette di essere pienamente soddisfatto di ciò che hai/ho, e che invece, e non potrebbe non essere così, ti permette molto bene di lamentarti e desiderare ciò che invece esso stesso ti nega. Che sia l’amicizia o più, una cotta, di una ragazza tendente al perfetto (quando per perfetto in merito ad una ragazza di intende: simpatica, carina, intelligente, non troia (!!!)), che sia un’amicizia persa o un lungo elenco di piccole cose, sembra tutto non poter imboccare una direzione quantomeno soddisfacente. Se ci immaginiamo tutto questo “piovere sul bagnato” in un contesto alquanto imbarazzante (per imbarazzante, intendi: molto triste xD) ci rendiamo conto di quanto io mi posso sentire un vero e proprio: sfigato.  Ma ehi, divertiamoci ancora un po’, e aggiungiamoci una (seriamente, come definirla?) sbandata per (effettivamente) un nome, ossia una persona di cui si conosce solo esso. Cosa otteniamo? Boh, lo sfigato sono io, i matematici fateli voi.
Non esiste limite alla stupidità umana, o perlomeno, non esiste limite alla mia stupidità e qui, essendo il sottoscritto a dirlo, non ci piove.  E’ incredibile l’abilità dell’uomo di aggrapparsi al nulla, al vuoto, ad un pugno di ragnatele che non sono altro polvere che si sfalda nelle nostre mani. E’ incredibile come un uomo possa fantasticare sul niente: su possibilità, congetture, supposizioni con nulla di fondato, incredibile come una persona possa sentirsi inferiore rispetto ad altre, incredibile come io non riesca a uscire da questo tunnel di stress e noia.


HOPES DIE LAST – Six Years Home

19 gennaio 2010

Six Years Home

Sono passati 3 anni dalla pubblicazione del fortunato EP “Your Face Down Now”, la band romana (si, avete letto bene, sono italiani al 100%).  La band ha affrontato un lungo tuor americano che li ha portati sotto gli occhi della Wynona Records Edel, che dopo il cambio dello screamer (Nick, il precedente cantante ha deciso di dedicarsi ad un progetto più “soft, Broken Heart College). Gli HDL cercano la consacrazione all’estero (mentre in Italia continua ad essere snobbati T.T)

1. Some Like It Cold
2. Ever The Same, And Always Will Be
3. Call Me Sick Boy
4. An Endless Serenade
5. Under This Red Sky
6. Good Mourning, Honey
7. Consider Me Alive
8. Stuck Inside
9. Johnny’s Light Sucks
10. Six Years Home
Il gruppo (e quindi le canzoni) si basa sul duetto screamer-bassista, dal quale nasce un ottimo sound, definibili come la migliore band screamo italiana. Tutti i brani (3 dei quali ripresi dal precedente EP) hanno un’atmosfera cupa che ad un certo punto del brano esplodono in un momento di completa apertura, per poi ributtarsi nell’atmosfera cupa.

Da ascoltare, anche solo per pura curiosità, se poi siete appassionati del genere,fiondatevi! Merita un’ascolto accurato ed attento.




Brothers – Recensione

18 gennaio 2010

Brothers coinvolge in una trama più che drammatica tre giovani attori tra i migliori in circolazione, Jake Gyllenhaal, Tobey Maguire e Natalie Portman, venuti alla ribalta per film non molto diversi tra di loro (Per Jake “I segreti di Brokeback Mountain”, storia di cowboy gay, “Donnie Darko” , aspra storia di un ragazzo spettatore di demoni malvagi, e “Zodiac”, giornalista alla caccia di un serial killer, tutti celati da un sentimento di acuta tristezza e malinconia; per Tobey Maguire i noti “Spiderman” i drammatici-neorealistici “Le regole della casa del sidro”, uno splendido film, e “Seabiscuit“; per Natalie Portman “Leon” che l’ha lanciata al grande cinema già alla giovane età di 14 anni, “V for Vendetta“, dagli autori di Matrix, due famosi film di matrice drammatica, insieme a molti altri che non sto a citarvi.).
Il film, tratto dalla quasi omonima storia danese “Brodre“, rimaneggiata, racconta in modo splendido uno spaccato sempre più comune nel mondo di oggi e in particolare nel mondo del paese americano.
La trama, che non può essere innovativa proprio perchè trattasi di neorealismo, si incentra sui turbinii emotivi di un giovane capitano dei marines statunitensi, Tobey, e di quelli di tutta la famiglia che gli sta attorno, formata dalla altrettanto giovane moglie Natalie, dalle due figlie, dal fratello Jake, dal padre alto ufficiale dall’esercito e dalla matrigna. Il dramma nasce quando, dopo una breve introduzione alla già di per sé triste vita di un soldato obbligato a passare mesi lontano dalla propria famiglia, in Afghanistan, Tobey muore. Leggi il seguito di questo post »


Avatar – Recensione

17 gennaio 2010

Dopo mesi e mesi di pubblicità virale e non, spot tv, cameo degli abitanti di Pandora nelle pubblicità di auto, di televisori, la creazione del consueto videogioco tie-in, la tanto pubblicizzata tecnologia usata per girare il film, la “leggenda” della nascita dell’idea del film 14 anni fa, finalmente, il film più atteso del decennio (e più) appena passato è arrivato in Italia, già da qualche settimana nelle sale europee e da ancor di più in quelle statunitensi a far record ai botteghini. Ma questo film è davvero il capolavoro che tutti si aspettavano (e dovevano aspettarsi, vista la rilevanza mediatica negli ultimi mesi). Gli incassi saranno tali da giustificare la spesa di 230 milioni di dollari per nascita del mondo di Pandora? Per quanto riguarda i primi 17 giorni ha già toccato il miliardo di dollari, diventano il film che ha raggiunto tale cifra in minor tempo. Ma è tutto questo capolavoro?
Dalle recensioni che ho letto su internet e su giornali, i critici non hanno avuto il coraggio di opporsi ad un fenomeno mediatico quale Avatar , concedendo a destra e a manca voti altissimi, e, pur evidenziando i difetti della produzione, ben noti a tutti i recensori che possono definirsi tali, ma che non sono più critici, non hanno dato al film il voto che si merita. S’intende, Avatar non è un brutto film, ma già il fatto che non fosse stato nominato a nessun premio degli Academy Awards avrebbe dovuto cominciare a farci capire come le cose stavano veramente.
Personalmente sono andato a vedere il film, come molti altri credo, in 3D per vedere se tutto questo fumo di film aveva anche un po’ d’arrosto: sono dell’idea che Avatar farà (In Italia, e avrà fatto negli altri paesi) incassi quasi esclusivamente nei primi giorni dopo l’uscita del film, nei quali quasi tutti andranno al cinema solamente per constatare con i propri occhi quanto questo film soddisfi le aspettative, ma non lo consiglieranno a chi ancora non l’ha visto, perché in realtà non è nulla di così emozionante.  (viste le aspettative: in assoluto è un buon film d’azione/drammatico)
Una trama già vista (il guerriero straniero che si innamora della donna indigena già promessa al capo tribù, con il quale avrà degli scontri ma di cui diventerà amico prima della battaglia finale, in pieno stile Tarzan con i ruoli rovesciati, o Dragon Ball, nel quale Goku diventa amico di Vegeta, per citare due esempi), una regia discutibile ma dei grandi effetti speciali (in alcune situazioni spettacolari, vedi il crollo dell’Albero della Vita, in altre un po’ meno, peggiori degli effetti del Kolossal di S.Spielberg Transformers 2), una grande riproduzione artistica del pianeta Pandora, (splendida ricostruzione di una foresta inospitale, con tanto di bestie aliene feroci ed affamate, colori fluorescenti per gli ambienti notturni e per la pelle dei dinosauri volanti) la digitalizzazione in Capture Motion dei movimenti degli attori per trasformarli in Avatar, non bastano per rendere Avatar né il film più grande di tutti i tempi, né il Kolossal del Secolo (e forse neanche del decennio), ma un ottimo film d’azione contemporaneo Leggi il seguito di questo post »


2009/2010

3 gennaio 2010

Un anno finisce e uno ne comincia. Un mare di banalità in una notte che non mi ha regalato le emozioni  e i divertimenti che mi aspettavo e desideravo nella fine di un anno semplicemente imbarazzante e all’inizio di quello che vorrei potesse essere quello di un decisivo e risolutivo passo in avanti. Un capodanno per me grigio, banale, normale, a differenza di quello che secondo me è stato per la moltitudine di gente che mi ha circondato nelle ultime ore del 2009 e nelle prime del 2010. Un animo come il mio non ha saputo godere del divertimento propostogli dall’ambiente circostante, anche se in realtà non mi è piaciuto ciò che circondava, (discoteca all’aperto piena di ragazze e ragazzi ubriachi e scoppiati da far impressione, botti e fuochi d’artificio, padri e madri che accompagnavano i bambini nella discoteca all’aperto in mezzo a riottosi e bevuti) ma in qualche modo provavo una certa stizza, rabbia mal celata perchè io non mi divertivo come invece facevano tutti gli altri, poichè manco di una rete (non dico solida ma almeno accennata) di conoscienze e amicizie ,che invece molti dei miei amici hanno. Insomma, un anno pieno di delusioni è finito, con tutto ciò che ne è conseguito (pippe mentali a go go: niente amici, ragazze, bla bla bla…)….roba già sentita ma che mi da un fastidio incredibile rendermi conto del fatto che non sono fesserie, ma sono reali.
Speriamo in un 2010 sereno e divertente, e non so cos’altro aggiungere visto che la mia vena creativa sorge solo quando ho il computer spento e sto andando a dormire….